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    Meazza: calciatori e tifosi contro demolizione

    Fotografia: Gli spalti del Meazza (Albo / Shutterstock.com)

    Gli inglesi, che sotto certi aspetti hanno una tradizione calcistica più forte di quella italiana, nel 2003 demolirono, senza pensarci troppo, il Wembley Stadium, inaugurato il 28 aprile 1923 da re Giorgio V con il nome di Empire Stadium, per edificare un nuovo impianto, costato la cifra record di quasi 800 milioni di sterline.

    L’esterno di San Siro (Eyesonmilan / Shutterstock.com)

    Se, oltremanica, il “tempio del calcio” fu abbattuto senza problemi, in Italia non sarà così facile replicare l’operazione con la “scala del calcio”, lo stadio Giuseppe Meazza di Milano, conosciuto anche come San Siro, nome del quartiere in cui sorge. Da alcuni giorni, in città si sta discutendo della possibile demolizione del Meazza per costruire un nuovo campo da gioco da 60mila posti, leggermente spostato rispetto a quello attuale, promossa da Inter e Milan.

    Se a Roma, buona parte dei tifosi biancocelesti  e giallorossi farebbero volentieri a meno dell’Olimpico e del Flaminio (almeno allo stato attuale perché si parla di gioiellino di architettura sportiva ma in completo abbandono), a Milano la proposta dei due club ha scatenato le ire di ex calciatori, politici e tifosi che si sono uniti in un fronte bipartizan, una linea Maginot rosso-nero-azzurra a difesa dell’impianto inaugurato nel 1926, poi ampliato e ammodernato in varie occasioni: l’intervento più “drastico” fu quello per Italia 90 con la creazione di un terzo anello e di una copertura (che per lungo tempo fu indicata tra le possibili cause dei continui problemi allo stato del rettangolo di gioco).

    A guidare il fronte dei nostalgici/conservatori è Marco Bestetti, presidente del settimo municipio, dove sorge il Meazza “Anni fa – ricorda il presidente – Barbara Berlusconi cercò una strada per costruire uno stadio del Milan, progetto naufragato per varie ragioni ma che almeno aveva una base e avrebbe permesso a rossoneri e neroazzurri di avere ciascuno il proprio campo da gioco”. “Con il Milan da una parte e l’Inter a San Siro – spiega Bestettiil discorso avrebbe un senso, come accade a Torino dove la Juventus ha un suo impianto, con naming e brand gestiti in autonomia dal club bianconero. Qui, invece, si parla di 600 milioni di investimento per ritrovare ancora una volta le due società a condividere la stessa casa e a dover amministrare gli eventuali introiti.

    Oltre all’aspetto economico, uno dei punti che non convince è l’abbattimento. “Dopo la demolizione, il nuovo stadio sorgerebbe spostato di lato, praticamente dentro le case del quartiere, e parzialmente interrato – col campo da gioco sotto il piano campagna – per evitare un eccessivo e fastidioso sviluppo in altezza. Siamo favorevoli a un restyling di San Siro e a concedere volumetrie per creare un’area commerciale per far quadrare i conti economici di Milan e Inter ma contrari ad abbattere il Meazza, un pezzo del cuore di Milano.

    La soluzione potrebbe essere la questione dell’attuale proprietà di San Siro, in mano al Comune di Milano: “Se l’impianto appartiene all’amministrazione, allora è un bene dei milanesi. Per questo stiamo raccogliendo 1000 firme per presentare un quesito referendario; una volta fatto questo, ne metteremo insieme altre 15.000 per indire un referendum cittadino. I numeri ci sono ma speriamo non si debba arrivare a tanto.

    In questa situazione ci sarebbero altri due aspetti da valutare. L’inserimento di San Siro nel dossier per la candidatura all’Olimpiade invernale Milano-Cortina 2026 e il “codice Urbani” per la tutela delle opere di autore non più vivente (qui, però ci sarebbe da discutere se far risalire il tutto al progetto inaugurale degli anni 20 o a una delle successive incarnazioni dello stadio).

    La battaglia è aperta e stanno arrivando gli endorsement al fronte pro-Meazza di ex calciatori dei due club tra cui Mazzola ed Evani, che ha paragonato la demolizione del suo vecchio stadio all’abbattimento del Colosseo.

    Oggi, il cuore di Milano batte a San Siro.