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    Marcella Bella: “Mi piacerebbe duettare con Anastasio”

     
    Marcella compie professionalmente 50 anni (anagraficamente ne ha 67, molto ben portati). Il suo debutto nel mondo della canzone risale infatti al lontano 1969 quando incide per la CGD il suo primo 45 giri: sul lato A c’era “Un ragazzo nel cuore”, scritta da Mogol e Roberto Soffici mentre sul retro “Il pagliaccio”, con cui parteciperà al girone B del Cantagiro, dove si farà notare dal grande pubblico.

    Il resto è storia, numerose le partecipazioni alle più importanti manifestazioni canore, dal Festivalbar che vinse nel 1973 con “Io domani” a Canzonissima, dalla Mostra internazionale di Musica Leggera che vinse nel 1974 ad Azzurro, da Saint Vincent al Festival di Sanremo, dove nel 1986 grazie a “Senza un briciolo di testa”, canzone inizialmente proposta a Mina, sale finalmente sul podio classificandosi terza. “È  vero, era un brano che hanno scritto proprio per Mina, ma lei evidentemente non ebbe il tempo di sentirla e per fortuna mio fratello Gianni si sentì un po’ offeso da questa cosa e me l’ha portò subito a casa proponendola a me. Fu per me un vero colpo di culo quello lì”. Questo colpo di fortuna adesso fa parte dell’antologia “50 anni di Bella musica”, il cofanetto con doppio Cd live e libro che racchiude tutta la carriera della vivace artista siciliana.

    È stato difficile scegliere quali brani inserire in questo live?

    Direi di sì, perché i numeri alla fine sono quelli: 49 dischi, 10 canzoni circa per ogni long playing sono tante, e poi i fan che vogliono dire la loro, chi vuole questa, chi vuole quell’altra, a sentir loro avrei dovuto fare un cofanetto con 10 cd.

    Ma quale è stato il tuo criterio di scelta?

    Alcune le ho scelto guardando i social dove i fan mi suggerivano quali pezzi inserire, altre canzoni invece le ho scelte perché proprio bisognava farle, ed altre ancora perché piacevano molto a me.

    La canzone che è rimasta fuori e che non sei riuscita a mettere per questione di spazio?

    Ce ne sono davvero tantissime, da “Nel mio cielo puro” a “Sole che nasce sole che muore”, molti mi hanno chiesto “L’avvenire”, altri ancora “E quando” oppure “Impazzire ti farò”, guarda non la finiamo più se comincio ad elencare tutte le canzoni che avrebbero dovuto essere inserite nel live. A me poi sarebbe piaciuto mettere anche una canzone di Lucio Battisti, perché ho fatto anche un long playing con le sue cover. Avrei voluto mettere anche un pezzo cubano, “Veinte anos”, fatto a Cuba con Cristiano Malgioglio. Sono davvero tante le canzoni che sono rimaste fuori, però non è mica detto che non se ne possa fare un altro cofanetto più avanti (ride).

    Quando ti è venuta questa voglia di “Aria latina”, intesa come genere musicale da cantare?

    Ma ti dico subito come nasce. Naturalmente dopo l’ictus di mio fratello io sono andata in crisi perché Gianni non poteva più scrivere ma soprattutto per il dolore che avevo per questa cosa successa a mio fratello. Non volevo più cantare, specie le canzoni che cantavamo insieme, ero molto, molto in crisi, ed è allora che è nata questa collaborazione con Cristiano Malgioglio. In quegli anni Cristiano mi è stato molto vicino, mi chiamava spesso ed è riuscito piano piano a tirarmi fuori da questa specie di depressione che mi stava arrivando, perché soffrivo molto per questa cosa.

    Devo dire che sono grata a Cristiano che mi ha tirato fuori da questo grande dispiacere, da questo dolore che avevo e mi ha fatto ritornare la voglia di cantare.

    Voglia ritrovata a Cuba se non sbaglio?

    Sì, siamo andati a Cuba, abbiamo fatto questi pezzi con molta gioia, con molta allegria, con ritmo, era anche per me un po’ una cosa gioiosa, un gioco, una cosa davvero divertente.

    Anche terapeutica direi?

    Sì infatti! Cristiano mi faceva morire dal ridere, poi a secondo di quello che io gli raccontavo lui faceva i testi, ogni tanto esagerava nello scrivere questi testi, e io che gli dicevo: No Cristiano non puoi scrivere questo! E lui invece mi rispondeva: Ma no amore va bene! E’ stata davvero una cosa divertente e di amicizia.

    In un certo senso quindi sei stata per tutta la tua carriera sempre protetta, prima dalla famiglia poi dagli amici.

    È vero, io mi sono sentita sempre una donna fortissima, molto forte, ma poi quando sono crollata, ho scoperto che in fin dei conti non sono poi così forte. Sono intanto una persona ipersensibile, quindi se uno mi dice qualcosa che è distorto non rimango indifferente, ci soffro e poi ci rimugino. Infatti mi sono poi accorta come dici tu di essere stata sempre protetta fin da quando ero bambina, prima dal mio papà e dalla mia mamma, dai miei genitori insomma e poi dai miei fratelli. Infatti ho mosso i primi passi nella musica sempre e solo con loro, una volta c’era mamma e una volta c’era papà, in seguito soprattutto mio fratello Gianni che è sempre stato il mio angelo custode, perché oltre a scrivere le mie canzoni, suonavamo insieme, cantavamo insieme, facevamo i concerti insieme.

    Gianni ti ha protetto molto anche professionalmente?

    Certo, lui mi ha prodotto un sacco di dischi, hai detto una cosa vera, io mi sono sentita sempre molto protetta dalla mia famiglia, da tutte le persone che ho avuto vicino, sono stata molto fortunata, forse perché suscito questo sentimento, di essere protetta in qualche modo anche se va in contrasto con la mia personalità, che ho un carattere bello tosto.

    In giro si dice anche sei un bel peperino capriccioso…

    È vero sono un peperino, sono una rompiballe nel senso che sono scomoda, sono una persona estremamente sincera, che non dice mai bugie, e l’ho pagata cara questa cosa, perché è un lusso che non tutti possono concedersi perché dire la verità non è sempre comodo o facile. Sono una rompiscatole questo lo dice anche mio marito che mi sopporta però da quarant’anni quindi evidentemente ho anche delle cose buone e belle. Però sono anche piena d’amore e mi dò molto, sono passionale, sono affettuosa, quindi diciamo che con i miei difetti me la gioco dai, tra difetti e pregi.

     

    Hai sacrificato la carriera per la tua vita privata?

    Noooooo! Mio marito è un uomo intelligente, mai si è sognato di dirmi un no. Magari mi consigliava dicendomi di non fare una cosa perché cosi potevamo andare a fare un viaggio insieme. Lui era sempre interessato a fare delle cose con me, ma negli ultimi tempi devo dire che lo sto un pochino trascurando tra virgolette perché ho ripreso la mia attività alla grande. Dopo “Le serate…Bella”, mi è tornato il gusto di cantare, e soprattutto di farlo dal vivo, quindi ho ripreso i concerti, sto facendo il tour teatrale, ho fatto un disco dal vivo, mi piace proprio il rapporto con il pubblico, con la gente.

    I tuoi fan hanno saputo aspettarti…

    Esatto! Io con loro mi diverto, mi piace e io piaccio a loro. Quindi devo continuare ancora per un po’ finché ho questa voglia, finché ho la musica dentro, devo continuare perché l’età non c’entra niente con gli artisti. L’artista va in pensione quando proprio non ha più voglia di dire niente.

    Ornella Vanoni, nonostante l’età continua a girare in lungo e largo la penisola con i suoi concerti.

    Poverina, io penso e sono sicura che morirà sul palco perché il giorno che lei dovesse ritirarsi per non cantare più…non lo voglio dire… però è facile che si lasci andare…capito il senso del mio discorso? Perché lei ha vissuto la sua vita sul palcoscenico e io la posso capire.

    Morire sul palco rafforza il mito di un’artista?

    È il massimo! Si però Ornella ha detto che l’importante è che succeda dopo i 90 anni perché si diventa troppo vecchi e la testa non c’è più e quindi è meglio morire.

    Oltre all’orchestra in questo live hai duettato con Silvia Salemi e Donatella Rettore.

    È stato bellissimo cantare con l’orchestra. Ho scelto Silvia e Donatella perché eravamo insieme nel programma “Ora o mai più” di Raiuno, Silvia poi era la mia pupilla nella trasmissione e la Rettore invece tra virgolette era la mia rivale, anzi è stata la rivale di tutta una carriera. Sul palco invece abbiamo dimostrato che non era vero niente, e che non è la rivale storica di cui parlavano, non era quella con cui ho litigato di più, certo ogni tanto ci beccavamo però sai che è anche colpa di voi giornalisti che delle volte sottolineate delle cose giusto per scrivere qualcosa di divertente ecco!

    Ti manca Sanremo?

    Sì mi manca molto e ci voglio tornare presto, assolutamente!

    Ci torneresti con un brano di un giovane autore?

    No! Hai presente Patty Pravo che ha cantato con quel ragazzo? Eh no! Io ci voglio andare da sola.

    Intendevo con una canzone scritta da un giovane autore moderno non di un eventuale duetto…

    Ahhh! Beh si anche se a me piace cantare una canzone con un bel testo, una canzone importante, con una grande melodia, me lo trovate voi questo giovane che ha una canzone così? Per il momento io sto punzecchiando ancora mio fratello Gianni il quale mi ha scritto già qualcosa di bello. Purtroppo ad oggi non è arrivato ancora nessun giovane con una canzone meravigliosa tale da poter dire questo è il pezzo giusto per Sanremo.

    Forse perché dai l’impressione di non essere aperta alle contaminazioni?

    Io sono aperta a tutto, sono aperta anche alla contaminazione musicale, mi piace anche scoprire come canta un nuovo genere, per esempio il rap, il trap, il jazz, il rizz o il tritz (ride) cioè io sono molto disponibile.

    I tuoi figli cosa pensano di questa mamma famosa?

    I miei figli quando erano adolescenti e la mamma era in tutte le classifiche, parlo degli anni 80/90, non volevano mai ascoltarmi perché sottovalutavano questa mamma cantante. Da grandi invece mi hanno riscoperta e Carolina adesso ama moltissimo le mie canzoni, “Dopo la tempesta” è una delle sue canzoni preferite. Pensa che mi hanno riscoperto molto dopo e attraverso i loro amici, perché i miei figli, questa è una cosa buona però, non mi hanno mai vista come una artista, perché io sono sempre stata per loro semplicemente la mamma, e in casa io sono una donna come tutte le altre mamme. Loro non si sono mai resi conto di avere una mamma artista e anche di quel genere poi. Voglio dire sapevano che io cantavo, però per loro evidentemente era come cantare in una chiesa, secondo me non si rendevano proprio conto.

    A parte l’indimenticabile duetto con tuo fratello Gianni, quali sono stati quelli più piacevoli?

    Ce ne sono stati tanti, pensa che ho cantato “L’ultima poesia” anche con Mario Biondi e l’abbiamo dedicata proprio a Gianni. Recentemente poi nelle mie trasmissioni ho cantato “Abbracciati” con Annalisa e ho duettato con Deborah Iurato, che ha una bella voce cantando “Nell’aria”. Io sono molto disponibile a cantare coi giovani perché mi divertono, sai loro ti danno quel “frizzichìo” in più. Amo cantare con i giovani.

    Qualche maschietto?

    Mi piace quel ragazzo che ha vinto adesso X Factor, Anastasio, perché quello è un tipo di rap che mi piacerebbe fare, perché lui canta la sua rabbia in modo grintoso, al contrario di altri rapper che sono anche un po’ noiosi (cerca di imitarne qualcuno facendone il verso) invece questo qui fa il rap un po’ combattivo, anzi lo urla proprio, e poi sotto delle grandi canzoni. Potrebbe essere perfetto per fare una mia canzone, una con una grande melodia sotto che io canto e lui con questa sua grinta potrebbe rapparci sopra, mi piacerebbe molto…devo proprio contattarlo.

    Quale tua canzone gli daresti?

    Forse proprio “L’ultima poesia”… perché ha una grande melodia e un bell’inciso, lui che mi parla sotto, tarataratà (inizia a cantarla e a dividere le parti tra lei e Anastasio), pensa come sarebbe bella cantata insieme.

    Futuro televisivo?

    Io sarei molto portata a fare quel qualcosa in più in televisione però forse non ho avuto modo di farmi conoscere, di far capire cosa posso fare. Credo proprio che con “Serata…Bella” e con altre trasmissioni l’ho finalmente dimostrato.