Manchester batte la Juve ma è Mourinho a far parlare

    Fotografia: Il gesto di Mourinho (ANSA)

    “Come volevasi dimostrare” e “Non c’è due senza tre”. Si può sintetizzare così, con la frase che si pone al termine di un teorema dimostrato e con un adagio, il ritorno di Mourinho in Italia per la sfida vinta 2-1 dal suo Manchester ai danni della Juventus.

    Come volevasi dimostrare. Il tecnico dei Red Devils, mai amato in terra bianconera per i suoi trascorsi interisti, è stato accolto all’Allianz Stadium da fischi e cori contro, una situazione prevedibile, esasperata dopo le polemiche della gara d’andata.

    Veniamo al “non c’è due senza tre”. Con ieri sera, lo Special One ha aggiunto un nuovo capitolo al suo manuale della comunicazione non verbale a bordo campo. Nel 2010, quando la sua Inter era in corsa per il tricolore, la squadra neroazzurra si trovò in 9 contro 11 alla fine del primo tempo contro la Sampdoria per le espulsioni di Cordoba e Samuel: Mou incrociò i polsi verso le telecamere, facendo il gesto delle manette entrato nella storia.

    Due settimane fa, all’Old Trafford, nella gara di andata di Champions League contro la Juventus (vinta dai bianconeri), il tecnico portoghese mostrò tre dita al settore ospiti in risposta a una serie di cori di ‘scherno’ . Il gesto del triplete ha fatto detonare un ordigno bellico/calcistico inesploso dai tempi in cui Mourihno sedeva sulla panchina interista, scatenando le ire dei tifosi torinesi.

    Ieri il terzo capitolo. Dopo aver espugnato l’Allianz Stadium, portando a casa i tre punti, il tecnico dei Red Devils ha accostato la mano all’orecchio. Possibili traduzioni: ‘non cantate più?’, alzate la voce, ora non vi sento.

    Lo special One ha poi dato la sua spiegazione, ammettendo di essersi lasciato andare: “Sono stato insultato per tutto il tempo, sono venuto qui per fare il mio lavoro e non ho mancato di rispetto a nessuno. Io sono un professionista e nutro stima verso la Juve, una squadra fantastica squadra; non mi sono presentato come interista ma come allenatore del Manchester: i tifosi, però, non dimenticano il mio passato. Ho ricambiato 94 minuti di offese con il gesto ‘voglio sentire un po’ di più adesso’. Penso che non avrei dovuto farlo, a freddo non lo ripeterei. Hanno insultato la mia famiglia e anche quella interista, non è stato bello. Ho reagito così ma dimentichiamolo”.

    Mourinho ha poi analizzato la gara, passata in secondo piano, parlando di “pareggio forse risultato più giusto, ottenuto contro una squadra più strutturata sotto tanti aspetti e con ambizioni diverse dal Manchester. Alla Juve, uno o zero punti cambiavano poco, a noi serviva il successo per lottare per la qualificazione”.

    Ironico Allegri, allenatore della Juventus: “Per evitare reazioni vado via dal campo appena finisce la partita, al massimo lancio la giacca o le bottigliette d’acqua alla mia squadra quando si addormenta”.

    Chi non ha dormito sono i tifosi e soprattutto i social. Juventini infuriati, interisti che gongolano, e vecchi rivali di Mou che, visto il ‘dispetto’ fatto ai bianconeri, hanno stretto una momentanea pace virtuale con il portoghese.

     

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