Longevità influenzata dallo stile di vita, non dal Dna

    Fotografia: Sport, stili di vita e alimentazione sono un elisir di lunga vita (Shutterstock)

    Mentre l’aspetto di una persona dipende da fattori genetici, lo stesso non si può dire per la longevità.

    Secondo dati raccolti dall’azienda di analisi genetiche Ancestry, alla quale di sono rivolti oltre 400 milioni di persone per avere informazioni sul loro albero genealogico, la connessione fra antenati e longevità sarebbe inferiore al 10%.

    Ad influire quindi con decisione sarebbero invece: stili quotidiani, ambiente naturale, scelta dei propri compagni di vita, dieta, attività sportive e movimento.

    Una joint-venture tra gli esperti di statistica di Ancestry e di Calico Life Sciences (azienda creata da Google) ha sezionato gli alberi genealogici di questi 400 milioni di individui, risalendo indietro generazioni, e includendo date di nascita, di morte, luoghi e legami familiari. L’influenza della genetica in comune sulla longevità individuale è quindi stata confrontata con l’ influenza sulla durata della vita tra non consanguinei: ad esempio tra sposi e persino tra cognati.

    Siamo riusciti a analizzare non solo famiglie attraverso generazioni e generazioni, ma ancor più importante i dati genetici dei parenti non consanguinei“, ha osservato la scienziata della Calico, Cathy Ball. I risultati indicano quindi che la longevita’ risulta a livello generale collegata al patrimonio genetico comune per meno del 10%. Se si includono i dati anche dei parenti non-consanguinei, l’influenza del Dna in comune scende addirittura al 7%.

    Al contrario, la durata delle vita media appare piu’ simile tra sposi che vivono insieme una vita e tra cognati. Un dato sorprendente che secondo gli autori del rapporto, potrebbe dipendere dai cosiddetti ‘accoppiamenti selettivi’. Ossia alla tendenza tra fratelli e sorelle ad ‘accoppiarsi’ con partner dello stesso ‘fenotipo’: ossia di etnia , gusti, cultura, abitudini di vita, simili. L’influenza dei geni in comune appare più marcata solo tra fratelli, sorelle e cugini di primo grado e dello stesso sesso: in questi casi il Dna comune può influire per il 20% sulla durata della vita. Questa influenza scende al 15% tra fratelli, sorelle e cugini di primo grado di sesso opposto.

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