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    Lo spuntino hawaiian-milanese è l’avocado burger

     

    Se Sandy Cohen si fosse preparato uno spuntino da gustarsi alla fine della sua rituale surfata mattutina, sicuramente sarebbe stato un avocado burger. Se Pamela Anderson, dopo un salvataggio estremo in mare, avesse scelto un break gustoso per rifocillarsi, avrebbe optato per un avocado burger. Lo stesso vale per Stitch.

    Quando assaggi la freschezza dolce dell’avocado, per la prima volta accostata alla morbidezza della tartare di salmone, non puoi non pensare all’Oceano.

    Il sapore è quello di mare, dell’estate mai vissuta ma tanto sognata, vista nelle serie tv con capelloni atletici come protagonisti, ragazze dal fisico mozzafiato, onde, tramonti e falò sulla spiaggia colorati da cocktail con l’ombrellino.

    Il piatto è semplice e si può preparare facilmente anche a casa o in pausa pranzo: un avocado tagliato a metà, tartarre o filetto di salmone rigorosamente crudo, cipolla o altri ingredienti freschi a piacere. Non rimane che chiudere il frutto “a panino”, spruzzare un po’ di salsa di soia e mordere.

    (Dai non si sente già il rumore della risacca?)

    La versione veg prevede l’utilizzo del tofu al posto del pesce, ma le varianti, anche per carnivori, posso essere le più fantasiose: il nostro burger green si può farcire con uova, pomodorini, formaggio fresco, basilico… anche mentuccia, quasiasi cosa, purchè rinfreschi!

    Sui benefici dell’avocado, che sono innumerevoli, c’è ampia letteratura, e comunque non è questo il punto: l’avocado burger non è un piatto noioso da giustificare con le sue poche calorie o i suoi aspetti nutrizionali, è buono proprio!

    In questa tarda primavera che non vuole diventare estate (ma neanche primavera) noi l’abbiamo assaggiato all’East Market di Lambrate, nel capoluogo milanese, durante l’Hawaiian Week insieme alle avocado chips (fettine di avocado fritte, proprio come le patatine) e una buona birra fresca.

    Poi è iniziato a piovere, ma noi ormai avevamo l’estate nel cuore.