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    Liuzhou, la città-foresta cinese ideata da un italiano

     
    LIUZHOU, June 10, 2019
    Entro il 2020 a sud della Cina una città vestita da migliaia di alberi, milioni di piante e in più autosufficiente. Liuzhou riconcilia l’uomo con la natura

    Avete presente il famoso bosco verticale a Milano? Immaginate ora che un grande quartiere della città, abitato, diciamo, da circa 30.000 persone, venga costruito interamente così. Alberi e piante su ogni appartamento, su ogni negozio, ospedale, scuola: qualsiasi edificio presente vestito di natura, una bellissima città-foresta per migliorare la qualità della vita e ridurre l’impatto industriale sull’ambiente.

    Questo è l’ambizioso progetto che lo studio Stefano Boeri Architetti, lo stesso che ha realizzato il bosco verticale, sta ultimando a Liuzhou, città a Sud della Cina. Il paese è flagellato dalla questione ambientale. A livello internazionale la Cina rientra tra gli Stati che producono più emissioni in assoluto, una concentrazione di polveri sottili per metro cubo che superava di quasi tre volta la media mondiale; i danni ambientali sono catastrofici e la stessa popolazione è esposta a rischi drammatici. Per questo motivo, già da qualche, la questione ambientale è in cima all’agenda del governo che sta tentando, con buoni risultati, di diminuire l’impatto ambientale.

    La città-foresta è una delle misure più belle e interessanti. Commissionata dal municipio di Liuzhou, l’agglomerato di edifici green dovrebbe estendersi per 175 ettari e comprendere due scuole, un ospedale, uffici, appartamenti e luoghi di aggregazione, un complesso in grado di accogliere 30.000 (fortunati) abitanti. Questo per quanto riguarda la città. A proposito della foresta, invece, Liuzhou avrà qualcosa come 40.000 alberi e un milione di piante di più di cento specie diverse, distribuite in modo diverso su tutti gli edifici e in tutti i luoghi della città. Oltre a favorire una necessaria riconciliazione dell’uomo con la natura, effetto assolutamente da non sottovalutare, i benefici di tutto questo verde sono molteplici.

    Il vantaggio immediatamente percepibile è la riduzione della temperatura media, grazie alla “coperta” garantita dalle piante; ma la città-foresta avrà anche un impatto reale sull’ambiente: sarà in grado di assorbire 10mila tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili ogni anno e di produrre, allo stesso tempo, 900 tonnellate di ossigeno.

    Come se non bastasse, la Liuzhou Forest City sarà pienamente autosufficiente. L’idea è quella di utilizzare trasporti elettrici (come la linea ferroviaria) e di puntare, per la climatizzazione interna, sui pannelli solari preposti in ogni abitazione.

    Liuzhou è la città del futuro. Un modello eco-sostenibile che riduce l’impatto dell’uomo sulla natura, ma soprattutto che alla natura l’uomo riconduce. Il 2020 è alle porte, vedremo com’è stato realizzato il progetto, auspicando che sia replicabile anche in altre zone del pianeta.