Spermatozoi più sani in campagna

 

Le polveri sottili fanno male anche agli spermatozoi. Una romantica fuga nella campagna svizzera o tra le colline toscane potrebbero rappresentare la migliore occasione per favorire il concepimento. Mentre le grandi città con un tasso di inquinamento elevato non rappresenterebbero il luogo più adatto a favorire la fertilità. L’esposizione alle particelle fini che caratterizzano l’inquinamento atmosferico influenza infatti la qualità degli spermatozoi e la fertilità degli uomini. A evidenziarlo è il lavoro di un gruppo di scienziati guidati da Xiang Qian Lao, del Jockey Club School of Public Health and Primary Care della Chinese University di Hong Kong. Lo studio è stato pubblicato su BMJ Occupational and Environmental Medicine.

Cos’è e da dove arriva il particolato?
I ricercatori hanno esaminato l’esposizione a breve e a lungo termine al particolato presente nell’inquinamento atmosferico, noto come PM 2,5, costituito da particelle così piccole da riuscire a penetrare in profondità nei polmoni e a giungere persino nel flusso sanguigno. Si tratta di inquinanti che provengono dagli scarichi dei veicoli, dalla combustione di legna, carbone o oli combustibili, o dalle emissioni delle industrie.

Lo studio
Lao e colleghi hanno analizzato i risultati di esami specifici e le risposte a questionari di valutazione sottoposti a 6.500 uomini dell’isola di Taiwan di età compresa tra 15 e 49 anni, i quali avevano preso parte a un programma di ricerca tra il 2001 e il 2014. I ricercatori hanno raccolto campioni di sperma e hanno analizzato la qualità degli spermatozoi, che viene valutata tenendo da conto il numero totale, le dimensioni, la forma e la motilità. I ricercatori hanno quindi utilizzato l’indirizzo di residenza degli uomini per stimare l’esposizione ai PM 2,5, per un periodo di tre mesi, il tempo necessario affinché un uomo produca nuovi spermatozoi, e l’esposizione media su due anni.

I risultati
Sebbene i livelli di particolato fossero nel range di sicurezza, con circa la metà sotto i 26 microgrammi di particolato per metro cubo di aria, i ricercatori hanno osservato che per ogni aumento di cinque microgrammi di particolato, la concentrazione di spermatozoi aumentava leggermente in modo proporzionale, mentre il rischio di avere uno spermatozoo dalla forma anomala aumentava del 18% con l’esposizione a breve termine e del 26% con l’esposizione a lungo termine. “Il particolato contiene molte sostanze chimiche tossiche come metalli pesanti e idrocarburi policlici aromatici, che hanno mostrato di essere dannosi per la qualità dello sperma in studi di laboratorio – spiega Lao, autore principale dello studio – La forma e le dimensioni dello sperma sono un parametro importante per la fertilità”.

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