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    Le nuove Fashion Week tra élite e democrazia

    Fotografia: Ansa

    La moda ritorna in TV e questa è la prima buona notizia, che a lungo abbiamo atteso. Ci volevano forse i venti impetuosi del cambiamento portati dal Covid per portare sul grande schermo lo spettacolo delle sfilate, ma il primo passo è stato fatto e come sempre ad opera di Giorgio Armani.

    Grazie alla sua lungimiranza e al suo innato aristocratico “Buon Governo”, il vero Re della moda italiana ha deciso di mostrare a tutti i cittadini cosa vuol dire saper fare moda anche in questi oscuri tempi. Il 26 avremo quindi la magnifica visione della sua sfilata in diretta TV su La7.

    Giorgio il Grande ha capito che in momenti come questi il popolo ha bisogno di bellezza e sceglie il democraticissimo piccolo schermo per ridarci un po’ quella grandeur che vivevamo negli anni 80 e 90 all’epoca di “Donna sotto le Stelle”, anche se alcuni rimpiangeranno la scenografia incomparabile offerta dalla cornice di Piazza di Spagna.

    Le fashion week, da New York che sta svolgendo al termine fino alla prossima Milano e poi a ruota tutte le altre, vivono quest’anno una nuova difficoltà dovuta proprio ai limiti delle normative anti-covid ma anche all’atmosfera di attesa e incertezza che regna da quando siamo in emergenza sanitaria.

    Il risultato è quindi perfettamente bipolare. Da una parte la decisa convergenza verso il digitale e le rappresentazioni in streaming fa sì che la platea del pubblico si allarghi a dismisura. Da YouTube e le dirette Instagram il popolo dei fashion addicted si moltiplica e cresce il desiderio dell’acquisto immediato, dell’emulazione dello stile. Democratico per numero di spettatori, lo spettacolo viene offerto a tutti e ognuno ne può godere.

    Ma la democrazia finisce qui, perché le nuove fashion week sono ancora più elitarie di prima. I pochi spazi dovuti al distanziamento sociale impongono una serratissima scelta di ospiti. La guerra alla first row è diventata senza pietà, la caccia all’invito è più spietata che mai.

    D’ora in poi, almeno finché non cesserà la situazione di emergenza, l’attenzione dei media si concentrerà non solo sui capi visti in passerella, ma soprattutto sui players che in prima fila hanno il privilegio di godersi lo spettacolo dal vivo, veri protagonisti del gioco di ruolo chiamato “fashion week”. Chi saranno i fortunati?