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    Le Colline del Prosecco sono patrimonio UNESCO

     
    Colline Prosecco
    Le Colline Venete diventano patrimonio dell’umanità. Gli italiani brindano, la politica gioisce, mentre IL WWF si scaglia contro la viticoltura intensiva

    Le colline venete, Conegliano e Valdobbiadene, diventano patrimonio dell’umanità, sono il decimo sito al mondo che rientra tra quelle adottate dall’agenzia dell’Onu. Gli italiani “brindano” per la vittoria di un paesaggio modellato da un’interazione uomo-ambiente in continua evoluzione. “Si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante”, ha spiegato il ministro degli Esteri Moavero.

    La decisione, presa a Baku, in Azerbaigian, nel corso della 43esima sessione del Comitato mondiale dell’Unesco, ha conferito all’Italia il primato per numero di luoghi, tradizioni e attività adottate dall’agenzia dell’Onu

    Una vittoria per il Veneto e l’Italia– ha commentato Di Maio su twetter- bella notizia per tutto il sistema-Paese. Salgono a 55 i siti nella lista mondiale”.

    A fare da cornice a questo clima di eccitazione e felicità le pesanti critiche di quaranta associazioni, fra cui Pesticides Action Network (PAN Italia), WWF, Legambiente, Marcia Stop pesticidi, Colli Puri. Esse si sono formalmente schierate contro questa candidatura, così come fecero nel 2010 e nel 2017, ed hanno consegnato all’Unesco tutta la documentazione per spiegare dettagliatamente i motivi della propria contrarietà. Due deputate venete, Sara Cunial e Silvia Benedetti e Patrizia Bartelle, consigliera regionale, sono le portavoci della protesta. Venerdì 28 giugno 2019 in un sit-in a Venezia davanti a Palazzo Zorzi, sede del Regional Bureau for Science and Culture in Europe Unesco, si sono unite le associazioni per dire “no” agli effetti dannosi della viticoltura intensiva e dell’uso dei pesticidi nella produzione delle colline del Trevigiano.

    Nonostante l’opposizione serrata degli ambientalisti le Colline del Prosecco sono diventate patrimonio Unesco. Ecco perché:

    Si tratta di un paesaggio solcato dal più antico percorso enoturistico del nostro paese, nato negli anni ’60, oggi ridisegnato su trenta chilometri di versanti ripidissimi ricoperti di vigneti. Grazie al clima e a un terreno in cui 250 milioni di anni fa emerse dal mare una barriera corallina. I vigneti sono collocati sulle “rive” (come vengono chiamate in dialetto le salite) e questo rende particolarmente faticoso il lavoro dei viticoltori.

    Nella descrizione ufficiale dell’Unesco, si legge che “la zona include una serie di catene collinari, che corrono da est a ovest, e che si susseguono l’una dopo l’altra dalle pianure fino alle Prealpi, equidistanti dalle Dolomiti e dall’Adriatico, il che ha un effetto positivo sul clima e sulla campagna. Se Conegliano ospita molti istituti legati al vino, Valdobbiadene è invece il cuore produttivo dell’area vinicola. I ripidi pendii delle colline rendono difficile meccanizzare il lavoro e di conseguenza la gestione delle vigne è sempre stata nelle mani di piccoli produttori. E’ grazie a questo grande, pacifico esercito di lavoratori e grazie all’amore per la loro terra che è stato possibile preservare queste bellissime colline e creare un forte legame tra l’uomo e la campagna. Il risultato di questo forte legame è uno straordinario esempio di come questa antica cultura sia fortemente radicata alla sua terra”.