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    Le città più sicure del mondo? Ecco la classifica EIU

     

    Il podio rimane lo stesso di due anni fa: Tokyo, Singapore e Osaka. Ci sono Milano e Roma, ma fuori dalla top 20

    L’Economist Intelligence Unit pubblica la nuova lista delle città più sicure del mondo. Nella classifica, che considera 60 città di tutto il mondo, Tokyo è al primo posto, le città europee sono 14 e due di queste rientrano tra le prime 10.

    Ma cos’è l’EIU? Quali sono i criteri su cui si basa?

    L’Economist intelligence è un’unità appartenente al gruppo Economist group e si occupa di analizzare i mercati, fare previsioni economiche, dare informazioni sul livello economico (anche se hanno pubblicato anche un report sul livello democratico di 167 paesi presi in analisi) di molti Stati. Le ricerche svolte da questa unità sono indicative e vengono utilizzate come riferimento da aziende o anche, come informazioni, dagli stessi Paesi.

    Per compilare la classifica dei paesi più sicuri al mondo, leggiamo nel rapporto, l’EIU ha utilizzato 57 indicatori che considerano diversi aspetti. I criteri di giudizio riguardano servizi sanitari d’emergenza, accesso ai trasporti, alle cure, assicurazioni sanitarie, piani di gestione rischi, cyber-security, minaccia terroristica, sicurezza delle infrastrutture.

    La classifica

    Come abbiamo visto, il podio è riservato a tre città asiatiche. Tokyo, città sovraffollata, che corre a ritmi disumani, dove non è raro leggere di lavoratori portati al suicidio, ottiene la media più alta tra i valori assegnati ad ogni indice e conquista il primo posto.

    Al quarto posto la prima europea: Amsterdam, seguita da Sydney, Toronto e Washington. L’ottavo posto è ancora dell’Europa con Copenaghen, subito prima di Seul e Melbourne che chiudono la top 10. L’Italia arriva se scendiamo fino al 29° posto: Milano occupa questa posizione, Roma la troviamo immediatamente dopo. Le città europee ottengono punteggi alti per quanto riguarda la sanità, ma tendono a mostrare lacune in sicurezza digitale. Quelle che guadagnano il fondo della classifica, invece, sono Caracas, Yangon, Karachi, Dhaka, in Bangladesh e  Lagos, città nigeriana.

    Come spiega il rapporto, la classifica quest’anno ha tenuto in considerazione anche la resilienza, cioè la capacità di una città di “rialzarsi” dopo un disastro naturale o causato dall’uomo. La capacità di resilienza si misura  in servizi di emergenza disponibili in città, strutture di trasporto, assicurazioni contro le catastrofi, in particolare adesso, un momento drammatico a causa dei cambiamenti climatici.