fbpx

    L’avvocato 4.0 e la conduttrice radiofonica raccontano il Belpaese

    Fotografia: Cataldo Calabretta e Lucilla Agosti

    Grand Tour d’Italia, il format di Rete 4 giunto alla terza edizione, accende i riflettori su Napoli e Palermo. Conducono Cataldo Calabretta e Lucilla Agosti, una coppia inedita sulle tracce delle eccellenze italiane.

    Terza edizione per Grand Tour d’Italia, il format di Rete 4 nato per raccontare l’Italia positiva, quella fatta di eccellenze, di grandi imprese e realtà imprenditoriali nate dallo sforzo di gente comune che si adopera per fare grande il paese con risultati eccezionali. Ideato e prodotto da Gian Maria Miliacca e Paola Picilli per Fluendo, Gran Tour d’Italia è scritto da Luigi Miliucci, Tommaso Martinelli, diretto da Mario Maellaro e realizzato da Af Project di Francesca Aiello. Conducono Cataldo Calabretta, avvocato, docente di diritto dell’informazione, giornalista ormai noto in tv, e Lucilla Agosti, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica. Una coppia inedita, entusiasta di poter raccontare il Belpaese e il suo straordinario patrimonio artistico e culturale. Cataldo Calabretta è l’esempio del professionista 4.0: giornalista, avvocato e docente universitario. Punta tutto sulla forza della comunicazione e si divide tra attività trasversali.

    Qual è la tua carta vincente ? 

    Credo l’onestà intellettuale, perché tutto ciò che faccio non prescinde mai dal rigore e dalla correttezza, umana in primis.  Mi concentro imponendomi serenità ed equilibrio ed accetto i sacrifici che limitano il tempo per lo svago, le amicizie e purtroppo spesso  anche la vicinanza alla famiglia. La mia vita è complicata, sempre con la valigia in mano, e l’occhio all’orologio per non perdere un appuntamento di qualunque tipo. Non è semplice pianificare le mie giornate ma sicuramente ho una vita piena di soddisfazioni.

    Come si coniugano queste attività così diverse tra loro?

    In realtà non sono poi così diverse: cambiano gli interlocutori, ma al centro di tutto c’è la comunicazione che è da sempre la mia grande passione e che, appunto, permea ogni aspetto del mio lavoro. Per essere un buon avvocato devi anche saper comunicare, per stare in tv e reggere determinati argomenti devi trovare il modo di farti capire senza risultare banale, così come quando conduci, quando analizzi vicende giudiziarie e quando moderi iniziative differenti. Ho la fortuna di fare lavori che mi piacciono: quando c’è la passione tutto risulta meno stancante.

    Quanto conta oggi essere trasversali?

    E’ un aspetto imprescindibile del professionista contemporaneo. Il mondo del lavoro è cambiato, l’interattività ha ormai assorbito ogni momento della nostra vita- nel bene e nel male- e dobbiamo con questo aspetto fare i conti. In una società e in un ambiente professionale così strutturato per poterti distinguere devi essere in grado di fare più cose. Prendiamo l’esempio dei giornalisti. Fino a qualche decennio fa i giornalisti intervistavano e i cameraman riprendevano; oggi ciascuno riesce, nella maggior parte dei casi, a fare entrambe le cose. Il che è un bene, ovviamente, purché alla base ci siano le competenze giuste. E queste si ottengono solo studiando e imparando da chi fa meglio di te.

    Grand Tour d’Italia, in onda su Rete4 in seconda serata, racconta le eccellenze del Made in Italy. Un’esperienza diversa da quelle che hai avuto in passato. Cosa ti ha spinto ad accettare?

    Intanto la sfida con me stesso, per capire sin dove fossi in grado di arrivare. Poi la voglia di imparare e confrontarmi con qualcosa di diverso rispetto a ciò che facevo. Ormai siamo alla terza edizione ma devo dire che ancora mi emoziono molto quando sono sul set, in verità è un altro sogno che si realizza. Ringrazierò per sempre i miei produttori Paola Picilli e Gian Maria Miliacca di Fluendo che hanno creduto in me. Poi devo dire che poter guardare il nostro Paese parlando con chi ha contribuito a renderlo grande è per me un vanto e un enorme privilegio. Non solo. È stato anche di grande insegnamento e credo possa esserlo per tutti coloro che guardano questo programma, perché dietro ogni storia di successo ci sono spesso sacrifici, sconfitte, momenti di resa. La normalità dietro l’eccezionalità. Qualcosa di impagabile, che ti spinge a fare e are sempre di più.

    C’é una realtà italiana che secondo te non viene raccontata sufficientemente ma che invece meriterebbe più attenzione? 

    Ce ne sono diverse. Sicuramente la mia Calabria, terra meravigliosa dal fascino misterioso, a volte criptico, ma in grado poi di svelarsi in tutta la sua bellezza e generosità. Terra di mare e di montagne, dolce e aspra allo stesso tempo e a torto troppo trascurata: moltissimi sono i professionisti talentuosi ai quali ha dato i natali ma che poi, per mancanza di possibilità, sono costretti ad andare altrove.

    C’è qualcosa che non hai ancora fatto ma che vorresti fare?

    Quando ero bambino avevo grandi aspirazioni ma temevo di non farcela: certo, non sono mancate difficoltà ma sono riuscito ad andare oltre le mie aspettative. Detto ciò, continuo a sognare, perchè credo che il sogno sia ciò che ci fa andare avanti tutti i giorni. Io ho raggiunto tanti traguardi importanti, spero ce ne siano molti altri. Da parte mia userò l’unica carta davvero vincente: la fatica del lavoro che ricomincia ogni giorno. Non esiste una ricetta o una pozione magica: bisogna crederci e lavorare duro, sempre e a qualunque livello.

     

     

     

     

    Potrebbe piacerti anche

    Cinena: Millennium, First man e le altre novità

    Nonostante il ponte di Ognissanti, il brutto tempo e il cambio d’ora – con ....

    Fonzie, Trono di Spade e guerra fredda: gli Emmy!

    A Fonzie, il personaggio che gli ha dato fama televisiva, sarebbe bastato uno schiocco ....

    Dragon Trainer vince la sfida al box office

    I draghi infiammano i cinema. Dragon Trainer è il film più visto del weekend ....