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    La “supremazia quantistica” di Google

    Fotografia: shutterstock

    Il colosso americano declama la supremazia del suo computer quantistico. In 200 secondi sarebbe in grado di eseguire calcoli che altri computer risolverebbero in 10.000 anni

    Due giorni fa su Nature (una tra le più autorevoli riviste scientifiche al mondo) è stato pubblicato un articolo firmato dal gruppo del fisico John Martinis, diìa Google e dall’Università della California a Santa Barbara, in cui l’azienda della Silicon Valley dichiara di aver raggiunto la “supremazia quantistica”.

    Un modo complesso per indicare qualcosa di molto più complesso. Cosa significa supremazia quantistica?

    Senza voler scendere troppo nei particolari (qui potete leggere l’articolo originale di Nature), il nuovo computer di Big G utilizza un processore da 54 qubit che gli permettere di considerare contemporaneamente più segnali.

    Sycamore, la macchina di Google, avrebbe risolto in 200 secondi un problema che il più potente computer moderno risolverebbe in 10.000 anni. Un risultato incredibile a cui i ricercatori stanno lavorando da tempo e che adesso pone le basi per le possibili applicazioni.

    La supremazia di questo macchinario, che lavora in situazioni molto particolari come temperature basse e specifiche condizioni di laboratorio, risiede nella possibilità di sovrapporre elaborazioni classiche, di elaborare parallelamente dati che computer normali elaborano alternativamente. Riuscire a processare molti più dati contemporaneamente è la svolta di questo supercomputer.

    La risposta di IBM, l’altro grande gruppo impegnato nella costruzione di computer quantistici e proprietario del pc più potente esistente oggi (il Summit), non si è fatta attendere. Secondo i ricercatori, il team d Google non avrebbe considerato le effettive capacità del loro computer, che, dicono, potrebbe risolvere l’operazione in 2,5 giorni e non in millenni.

    Adesso l’obiettivo è trovare algoritmi utili per sfruttare l’enorme capacità del macchinario. La sfida è aperta, vedremo come proseguirà la corsa verso il futuro.