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    LA RECENSIONE: Remi, un’avventura luminosa

    Fotografia: UNA scena del film (01 Distribution)

    di Simona Santoni

    REMI – Regia di Antoine Blossier, con Maleaume Paquin, Daniel Auteuil, Ludivine Sagnier, Jonathan Zaccaï, Virginie Ledoyen, Jacques Perrin. Drammatico/avventura, Francia, durata 105’.

    È raro trovare insieme un bel cuore e una bella voce”, dice del piccolo e dolce Remi l’illuminato maestro Vitali. Come è raro che un film in live action, che travasi al cinema un classico della letteratura e una serie animata di successo, non deluda. E invece Remi di Antoine Blossier (titolo originale Rémi sans famille), dal oggi nelle sale italiane con 01 Distribution, è una storia che carezza sia l’anima che gli occhi. Unisce un racconto tragico e meraviglioso dall’alone fiabesco, musica e avventura, paesaggi incantevoli ripresi in cinemascope. E un cast all’altezza, tra cui spicca il viso sincero e confidente di Maleaume Paquin che, accanto al veterano Daniel Auteuil, interpreta l’orfano Remi del celebre racconto.

    Antoine Blossier, già cimentatosi con il thriller horror La Traque e la commedia per ragazzi A toute épreuve, si lancia in un progetto ambizioso e adatta il romanzo francese di fine Ottocento Senza famiglia di Hector Malot, da cui sono nati già alcuni film ma soprattutto il cartone animato giapponese Remi – Le sue avventure degli anni Settanta, tenera e dolente madeleine di molti adulti di oggi.

    Sceneggia e dirige, scegliendo come strada maestra una prospettiva spielberghiana, capace di proiettare una dimensione magica anche alle realtà più dure. A guidarlo sono stati film come E.T. l’extra-terrestre, cult di Spielberg, e I Goonies, di cui Spielberg è stato produttore. Il regista francese si prende delle licenze narrative, decisamente opportune. Comprime la durata della storia da quattro anni a uno e dota Remi di una voce splendida, che diventa l’elemento che ridefinisce la sua vita. L’arte come strumento salvifico, la rotta che indirizza chi si sente perduto.

    Remi (Paquin) è un bambino di strada che “ha vissuto più cose di molti adulti”. Abbandonato da neonato, è stato cresciuto dalla signora Barberin (Ludivine Sagnier), che ha dovuto però lasciare a causa del marito di lei (Jonathan Zaccaï). Girovaga attraverso campagne e città della Francia, tra luoghi magnifici come tra tempeste di neve, facendo il saltimbanco al fianco del musicista Vitali (Auteuil) e dei suoi inseparabili compagni, il fedele cane Capi e la scimmietta Joli-Couer.

    Un viaggio dall’estetica sontuosa, di cui rimane addosso più la luce positiva che la drammaticità di tante sfide superate da Remi. Il Remi di Blossier è speranza, fantasia e fiducia, nonostante tutto. Un buon film per ragazzini dai sei anni in su, per famiglie ma anche per adulti.