La pasta conquista le tavole dell’Europa

Fotografia: La pasta conquista il vecchio continente (ANSA)

 

Silvano Spadaccino nei panni del professor Birkermaier che apostrofa Fantozzi dicendogli “italiano, baffi neri, mangia spaghetti” è un classico della cinematografia. Quello sketch, ideato da Neri Parenti e Paolo Villaggio, fotografava perfettamente il pregiudizio verso gli italiani che, a seconda dei Paesi, si declinava in termini dispregiativi legati all’alimentazione.

La pasta, che per tanto tempo è stata associata agli italiani con accezione negativa, oggi ha conquistato le tavole dell’Europa: rappresenta per il settore il 71% delle esportazioni. Tre piatti di pasta su 4 provengono da pastifici italiani. Lo rivela un’analisi di Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiana), secondo la quale le abitudini alimentari sono sempre meno distanti e più mediterranee, basate sui valori riferiti al cibo: gusto, qualità, convivialità e benessere.

Oltre metà della nostra pasta (il 56%) finisce oltreconfine e il peso delle esportazioni sul fatturato del comparto è il doppio rispetto alla media di settore del food italiano. Rispetto a 25 anni fa, il mondo mangia sempre più pasta italiana: sono aumentati i Paesi destinatari (oggi quasi 200, +34%) ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate. La pasta è, oggi, l’unico alimento nella Top 10 dei prodotti per i quali l’Italia detiene la prima posizione al mondo per saldo commerciale.

L’analisi di Aidepi mette a confronto le abitudini alimentari di Germania, Francia e Regno Unito, i 3 mercati più importanti per l’export di pasta italiana, con circa 1 miliardo di piatti di pasta serviti all’anno. Secondo uno studio della società di ricerca Mintel, mangiano regolarmente pasta il 97% delle famiglie in Francia, il 90% in Germania e l’81% del Regno Unito.

La pasta piace a quanti hanno un approccio etico al cibo: per un recente studio Nielsen, 2 consumatori su 3 sono disposti a pagare di più pur di avere un prodotto attento all’ambiente, e la pasta ha un’impronta ecologica minima e un packaging completamente riciclabile – commenta Luigi Cristiano Laurenza, Segretario dei pastai italiani di Aidepi – Viene scelta anche dai più attenti al benessere, e infatti crescono tutte le nicchie salutiste, dal biologico all’integrale, al gluten free e così via, segno che sta venendo meno il vecchio pregiudizio che faccia ingrassare“.

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