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    La musica del Mediterraneo: l’organo marino di Zara

    Fotografia: wiki commons

    Avete mai porto l’orecchio al mare aspettandovi un soave canto di risposta?

    Tralasciando gli innumerevoli riflessi dell’immaginazione umana – capace di trasformare ogni suono della natura in melodia – esiste un posto dove questa magia è realmente possibile. Andiamo a scoprirlo.

     

    Dove?

    A Zara, in Croazia, risiede uno degli strumenti musicali più grandi, particolari e sicuramente prodigiosi al mondo.  Questo spettacolare organo marino (anche noto con il suo nome croato: morske orgulje) è un’ opera d’arte che fonde tra loro architettura e musica in un connubio suggestivo ed emozionante. Il complesso è situato sull’angolo nord-occidentale della banchina che circonda il centro storico della città e rappresenta una delle mete d’attrazione più gettonate per i turisti.

     

    L’artista

    La mente visionaria dietro questa opera multifunzionale è quella di Nikola Bašić, un architetto croato nato a pochi chilometri da Zara, nell’isola di Murter (in italiano Mortero) nel 1946. Ha effettuato gli studi superiori proprio a Zara, per poi spostarsi a Sarajevo, dove ha frequentato ed ottenuto la laurea presso la Facoltà di Architettura e Urbanistica. Oggi, Bašić, è conosciuto in tutto il mondo proprio grazie al suo organo marino, per il quale, tra l’altro, ha vinto il premio “European Prize for Urban Public Space” nel 2006.

    Ma è noto anche per altre opere, come il Saluto al Sole: un cerchio di vetro dal diametro di 22 metri, posto nella pavimentazione della riva di Istarska obala (sempre in Zara), dotato di un complesso sistema fotovoltaico che, durante il giorno raccoglie la luce solare e, di notte, regala alla vista un gioco di colori strabiliante, illuminando tutta la banchina.

     

    L’organo marino ed il suo funzionamento

    Lo strumento musicale sperimentale – inaugurato nel 2005 – è stato progettato per emettere una vasta gamma di melodie, grazie al moto ondoso delle acque marine ed alla loro non così irregolare frequenza. Il movimento delle onde, infatti, incanala l’aria all’interno di alcuni tubi (35 canne d’organo, per la precisione) posti al di sotto di enormi blocchi di marmo, i quali fungono da veri e propri gradoni di una scala che tende al mare.

    Sulla banchina è possibile, dunque, passeggiare o sostare ascoltando questa serie di suoni armonici prodotti solo ed esclusivamente dalla natura e dalla sua imprevedibilità. Un’incantevole melodia che fa riaffiorare alla mente dei numerosissimi contemplatori echi e vibrazioni ancestrali, simili (a rigor di fantasia) al leggendario canto delle sirene.

    Il tutto funge, non solo da polo d’attrazione per i turisti e da opera d’arte su più livelli, ma anche da esempio eccellente di riqualificazione urbanistica, dato che il progetto nasce dall’esigenza di sostituire un muro di cemento – situato in loco – costruito dopo la seconda guerra mondiale.

     

    Che sia proprio questa funzionale ed organica fusione tra architettura, arte e natura, quindi, il segreto per un futuro volto alla ormai tanto decantata quanto necessaria sostenibilità?

    Probabile.

    Nel frattempo, se passate da Zara e avete voglia di perdervi in momenti di pura magia, adesso, sapete dove andare.