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    “La mafia aspetta una pioggia di soldi dall’Ue”, shock!

     
    “La mafia sta solo aspettando una pioggia di soldi da Bruxelles”: con questo titolo shock il quotidiano tedesco Die Welt scatena l’indignazione della politica italiana.

    Dopo l’articolo uscito stamane sul Die Welt, che ha scatenato le reazioni di tutto il lo schieramento parlamentare italiano, il concetto è stato ribadito anche su un altro articolo comparso sulla versione online a firma dell’editorialista Christoph B. Schiltz, dal titolo “Signora Merkel, rimanga incrollabile!”, in cui si chiede al governo tedesco di non cedere alle richieste italiane sui coronabond.

    Non si fa aspettare la replica del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, “affermazione vergognosa e inaccettabile, mi auguro che Berlino prenda le distanze. L’Italia piange oggi le vittime del Coronavirus, ma ha pianto e piange ancora le vittime di mafia. Non e’ per fare polemica ma non accetto che in questo momento si facciano considerazioni del genere”.

    Anche Francesco D’Uva (M5s), questore della camera, esprime la sua reazione su twitter: “Per il giornale tedesco Die Welt in Italia la mafia aspetta i finanziamenti a pioggia da Bruxelles. Offesa gravissima al Paese con il più avanzato ordinamento antimafia. Strumentalizzazione bieca, specie se in relazione alle nostre richieste in Europa. Berlino si dissoci subito“.

    La reazione di Matteo Salvini è dura: “‘Gli Italiani devono essere controllati’ dalla Commissione Europea… ‘La mafia aspetta soltanto una nuova pioggia di soldi da Bruxelles…’. Cosi’ oggi il giornale tedesco Die Welt. Vergognatevi. Vergognatevi e sciacquatevi la bocca quando parlate di Italia: vi siete arricchiti grazie a una moneta e a un’Unione utili solo alla Germania e adesso ci volete ‘controllare’ e dare lezioni. Meglio soli, liberi e forti come eravamo e come potremo tornare ad essere, che umiliati, controllati, impoveriti e male accompagnati“.

    Si esprime con toni ironici, su Twitter, Andrea Romano deputato del PD e membro della Commissione Esteri della Camera: “Prima di dichiarare guerra alla Germania, trovandoci tra l’altro a corto di munizioni, suggerisco di distinguere tra giornali e governo tedesco“. Prosegue: “Distinguiamo tra giornali e politica, satira e diplomazia, stampa e governo. E concentriamoci su quello che oggi conta davvero: la dura trattativa in corso in Europa per individuare strumenti finanziari adeguati per rispondere all’emergenza economica”.