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    La critica Maxim/Downton Abbey, dalla tv al cinema

    Fotografia: Pagina ufficiale del film: focusfeatures.com/downton-abbey
    DOWNTON ABBEY – Regia di Michael Engler, con Hugh Bonneville, Jim Carter, Michelle Dockery, Elizabeth McGovern, Maggie Smith, Imelda Staunton; Drammatico; Regno Unito/Stati Uniti. Durata 122′

     

    La celebre serie tv Downton Abbey approda sul grande schermo riprendendo le vicende della famiglia aristocratica Crawley, che si erano interrotte proprio nella saga televisiva.

    Dopo la bellezza di 52 episodi divisi in sei stagioni, milioni di fan in tutto il mondo hanno accolto con entusiasmo la notizia dell’approdo al cinema della famiglia Crawley, che muovono i loro passi ed intrecci nella sontuosa residenza da cui prendono il nome sia la fiction che il nuovo film diretto da Michael Engler.

    Il regista statunitense – famoso per i suoi lavori televisivi Six Feet Under e Sex and the City – aveva già ottenuto un primo contatto con i personaggi del suo ultimo film, girando quattro episodi di Downton Abbey.

    La sceneggiatura è stata affidata, ovviamente, al creatore della fortunatissima serie: Julian Fellowes.

    Tutto il cast si è dichiarato felicissimo di tornare a lavorare insieme, specialmente in questa nuova vicenda della storia, portata nei cinema di tutto il mondo. Una sorta di rimpatriata, infiorettata dall’allegria, dalla gioia e dalla grande collaborazione e professionalità che hanno garantito alla serie stessa il successo planetario che ha avuto.

     

    In questo lungometraggio si torna dunque nelle lussureggianti stanze di Downton Abbey, fittizia tenuta nello Yorkshire della romantica campagna inglese. Qui la famiglia Crawley aspetta gli ospiti che ha sempre desiderato ricevere: i sovrani del Regno Unito, il re Giorgio V e la regina Mary.

    E’ il 1927 quando un evento stravolge la quiete della famiglia: il conte di Grantham, Robert Crawley (Hugh Bonneville), riceve una lettera direttamente da Buckingham Palace, in cui si legge che re Giorgio V e la sua famiglia faranno visita alla dimora.
    La grande notizia getta i Crawley nella più totale confusione ed in un lampo la tenuta viene popolata dal maggiordomo ed altri dipendenti della famiglia reale, che si organizzano per far sì che tutto sia al suo posto per il grande evento.

    I Crawley si ritrovano immobili davanti alla severa gestione della servitù reale, che non perde occasione per umiliare i domestici di casa.

    Lady Mary (Michelle Dockery) è più che convinta che il loro maggiordomo, Thomas Barrow (Robert James-Collier), non sia la persona giusta per gestire simili ospiti e chiede al signor Carson (Jim Carter) – maggiordomo in pensione – di tornare momentaneamente ai suoi servigi per l’occasione.

    Anche Lady Violet (Maggie Smith) è preoccupata per la visita della famiglia reale, la quale comporta l’arrivo di Lady Maud Bagshaw (Imelda Staunton), dama di compagnia della regina e cugina stretta di Robert.

    Ma i domestici di Downton non restano con le mani in mano, mentre il caos invade la tenuta. Nei sotterranei del palazzo, infatti, Anna (Joanne Froggatt) e John Bates (Brendan Coyle) studiano un piano articolato per riconquistare la famiglia e ripristinare l’onore di Downton.

    Tuttavia c’è una voce fuori dal coro: tutti sono d’accordo con il piano, meno che il signor Carson.

    In questo film possiamo notare tutte le particolarità e le caratteristiche che hanno reso l’omonima serie tv famosa in tutto il mondo; ma è al contempo girato da Engler in modo tale che anche i profani della saga televisiva possano apprezzarlo.

    Le caratteristiche alle quali ci riferiamo sono le stesse per cui la storia britannica – così ricca di letteratura, sfarzo, arte e bellezza – è sempre al centro di un forte interesse storico.

    Un mix elegantissimo di commedia, suspense ed intrighi, ornato da un’attenzione maniacale nelle rielaborazioni delle location e dei costumi.

    Downton Abbey di Michael Engler è il risultato cinematografico di tutta quei valori universali sui quali la serie tv ha eretto le sue solide fondamenta. Valori che – come gli spettatori di tutto il mondo potranno notare – si ripetono instancabilmente, da sempre, nella storia umana.

    Ed è questo, nello stesso tempo, l’eterno senso della storia tutta… per chi ancora continui a chiederselo.