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    Kering tutela la persona: stop minorenni in passerella

     

    Il colosso francese del luxury, proprietario di marchi quali Gucci, Saint Laurent e Bottega Veneta, pone il divieto di minorenni in passerella. Il gruppo: “è un ulteriore progresso nell’impegno verso le donne” .

    Dalle sfilate autunno-inverno 2020/21 solo modelle e modelli over 18 in passerella. È questo l’annuncio di Kering, colosso francese della moda luxury, cui fanno capo alcuni dei principali brand di moda mondiale. “Lavoreremo solo con modelli di oltre 18 anni per rappresentare adulti ai fashion show e agli shooting fotografici”, spiega il Gruppo in una nota. “Ci sentiamo responsabili nel mettere in atto le pratiche migliori possibili per il settore del lusso e speriamo di creare un movimento che incoraggi altri a seguirci”, ha dichiarato François-Henri Pinault, presidente e CEO dell’azienda. Una svolta, questa, verso la tutela della persona, iniziata già nel 2017 con la firma, da parte di Kering e Lvmh – altro peso massimo del settore – di un protocollo per il benessere dei modelli, con regole ben precise: un certificato che attesti il loro stato di salute; almeno una taglia 36 per le donne e una 46 per gli uomini; orari di lavoro non massacranti e – provvedimento più importante – il divieto del defilè ai minori di 16 anni.

       “La maturità fisiologica e psicologica dei modelli di età superiore a 18 anni sembra più appropriata al ritmo e alle richieste che sono coinvolte in questa professione. Siamo anche consapevoli del modello che le immagini prodotte dalle nostre maison possono rappresentare per certi gruppi di persone”, ha ora spiegato Marie-Claire Daveu, che guida la sostenibilità del Gruppo.

    Questo annuncio arriva solo due giorni dopo la pubblicazione, da parte di Kering, degli standard in materia di benessere degli animali, nel settore del lusso e della moda, una politica per rendere accessibili le pratiche di sviluppo della sostenibilità, con l’obiettivo di assicurare condizioni di trattamento migliori degli animali, lungo tutta la catena di approvvigionamento del Gruppo.

     

    Oltre il lusso, l’impegno sostenibile

    Kering, colosso da 13,6 miliardi di fatturato nel 2018 e di oltre 63 di capitalizzazione in Borsa, rappresenta, insieme al gruppo Lvmh, uno dei maggiori poli del settore luxury. Sostiene e promuove lo sviluppo di alcuni tra i più rinomati marchi di moda, pelletteria, gioielli e orologi: Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, Alexander McQueen, Brioni, Boucheron, Pomellato, Dodo, Qeelin, Ulysse Nardin, Girard-Perregaux e Kering Eyewear.

    Creatività ed esplorazione le parole chiave della loro strategia che si spinge oltre i confini del lusso in modo sostenibile e responsabile. “Empowering imagination” rappresenta la sintesi dei loro valori: una promessa, un impegno.

    I nostri standard sono pienamente allineati con il nostro impegno a un approccio olistico allo sviluppo sostenibile” questa la visione di François-Henri Pinault, che mira ad ampliare il settore della moda e del lusso al fine di una conservazione della biodiversità. Conclude: “Auspichiamo un’adozione diffusa degli standard attraverso la collaborazione con i nostri fornitori, il settore del lusso e della moda in senso ampio, e anche con l’industria agro-alimentare, nelle catene di approvvigionamento condivise, al fine di cambiare il modo in cui noi, in quanto società, trattiamo gli animali e la natura”.

    Alla grande attenzione per la sostenibilità, Kering si fa promotore anche del finanziamento, conservazione e protezione del patrimonio artistico-culturale europeo. Lo ricordiamo in prima linea per la donazione, di 100 milioni di euro, per la ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame de Paris, dopo l’incendio che l’ha colpita.