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    Italrugby subisce dura lezione dagli All Blacks: 3-66

     

    Italia – Nuova zelanda 3-66. C’è poco da aggiungere al risultato dell’ultimo test match autunnale degli azzurri, perso all’Olimpico di Roma, una partita dominata dagli All Blacks, gli unici in campo, escludendo un calcio piazzato realizzato da Tommaso Allan al 13esimo.

    Due anni fa, la sfida con i campioni del mondo era finita 10-68, e l’Italia era riuscita a violare almeno una volta l’area avversaria. Oggi contro lo tsunami neozelandese non c’è stato niente da fare: dieci mete per gli ospiti, senza contare due mancate trasformazioni di Barrett.

    Tuttavia, bisogna ricordare che l’Italia ha giocato contro una formazione di extraterrestri; meglio archiviare questo scontro e ripartire dalle cose buone viste nelle settimane scorse contro la Georgia e l’Australia.

    Quest’anno abbiamo fatto buone prestazioni con Georgia, Fiji e Giappone – specifica il ct Conor O’Shea – Oggi è andata così, sappiamo che contro squadre del genere non è mai facile. La nostra prestazione con l’Australia era stata buona, ma dobbiamo imparare sempre dall’altissimo livello di squadre come All Blacks e Irlanda, sono più forti degli altri. Sono molto deluso perché non siamo stati competitivi ma andiamo avanti perché sappiamo cosa dobbiamo fare. Abbiamo giocato contro una squadra non di alto livello, ma altissimo. In questo momento è difficile: vogliamo sempre fare meglio in ogni partita, ma dobbiamo essere molto realisti“.

    Tommaso Castello non cerca scusanti e va dritto al punto: “Oggi non c’è stata partita, c’è poco da dire. Abbiamo giocato contro una squadra più forte di noi, hanno disputato una partita pazzesca, per noi è stata davvero dura. Sicuramente ci aspettavamo di più. Abbiamo subito gli All-Blacks per tutto il match. Nelle quattro partite di novembre abbiamo dimostrato, anche con l’Australia, di giocarcela contro squadre di livello, ma contro gli All-Blacks è un’altra partita. Oggi abbiamo preso 60 punti di differenza e ce li meritiamo tutti perché non abbiamo segnato nemmeno una meta. Dobbiamo lavorare più duramente se vogliamo migliorare“.