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    Italia – Australia: Andrea Lovotti suona la carica

    Fotografia: Sei Nazioni 2018. Andrea Lovotti in contrasto con gli scozzesi Hogg e Seymour. (Roberto Bregani/Fotosportit)

     

    Conor O’Shea, commissario tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Australia sabato prossimo alle 15 allo Stadio “Euganeo” di Padova (diretta su DMAX, canale 52 del digitale terrestre, a partire dalle 14.15).

    Dopo lo stop della scorsa settimana si rivede dal primo minuto, al posto di Luca Sperandio, Jayden Hayward, unico cambio nel XV iniziale rispetto alla formazione schierata contro la Georgia. Sulle ali confermati Bellini e Benvenuti con il duo Castello-Campagnaro centri. Mediana con Allan e Tebaldi. In terza linea Negri, Polledri e Steyn, ‘man of the match’ contro la Georgia.

    Seconda linea con l’esperienza di Zanni e Budd, mentre in prima linea scenderà in campo il trio Ferrari-Ghiraldini-Lovotti.

    Per il nostro appuntamento settimanale con il rugby, abbiamo incontrato Andrea Lovotti, piacentino classe 89, pilone in forza alle Zebre Rugby Club dalla stagione 2014/15.

    Andrea, iniziamo da un’analisi delle partite dell’Italia con Irlanda e Georgia.

    “La prima – che non ho disputato – è stata una gara a due facce. Alla fine del primo tempo il risultato era equilibrato, una frazione di gioco iniziale positiva, magari con qualche imprecisione da parte nostra. Nella seconda parte del match abbiamo avuto un calo e i ‘verdi’ lo hanno sfruttato prendendo il largo.”

    La Georgia?

    “Quando eravamo in vantaggio, a un certo punto i nostri avversari si sono fatti sotto ma siamo stati bravi a non farli segnare, se non su calci di punizione. Potevamo essere cinici, chiudere prima ma abbiamo vinto e il risultato non è stato mai in discussione. In ogni caso, dobbiamo avere fiducia nei nostri mezzi. Rispettando ancora di più il piano di gioco, potremmo migliorare e concretizzare un maggior numero di azioni.”

    O’Shea cosa vi ha detto?

    “Abbiamo rivisto dove siamo stati carenti. In difesa, dobbiamo essere disponibili ad aiutarci di più, lavorando a livello fisico, di impatti, e poi riproporci. In ogni caso puntiamo anche a migliorare dove già andiamo bene. Il Coach ci sta trasmettendo sicurezza nei nostri mezzi. Questo si vede nelle ‘franchigie’, curiamo meglio i particolari del gioco a cui prima si prestava meno attenzione.”

    Ora l’Australia, tante gare in poche settimane.

    “Ventuno giorni tosti tra spostamenti e cambi vari. Recuperare da gare internazionali non è semplice. Cambia il clima, i campi sono diversi: per fortuna non sono quelli di una volta, quando uscivi coperto di fango (ride).”

    Parliamo della partita.

    “Se giocheremo a viso aperto, senza spegnere la luce, offriremo una buona prestazione. Sono convinto che, attuando il nostro gioco, potremmo metterli in difficoltà. I nostri avversari amano giocare la palla, sono veloci, abili a sfruttare gli spazi. Le loro terze linee sono brave a rubare palloni e rallentare i punti di incontro.”

    Prima hai accennato alle franchigie…

    “Nel Pro 14, stiamo facendo buone cose: queste squadre sono la base dalla quale si sviluppa il gioco della Nazionale. Le italiane una volta entravano in campo titubanti, oggi sono sicure e giocano per vincere. Nelle Zebre, il mio club, abbiamo cambiato allenamento: puntiamo alla fisicità e all’atletismo: non si manifestano quei cali che una volta caratterizzavano le partite. Puntiamo a vincere gli impatti, a non far stare tranquilli gli avversari, a una pressione continua: giochiamo il pallone senza timore, sapendo bene cosa fare.”

    Anche l’Australia sa bene cosa fare. Sabato si disputerà un match da non perdere

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