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    Iperconnessi, ipertecnologici e iperstressati

     
    Controllare le notifiche appena svegli, commentare, postare, chattare. I nostri smartphone sono come un lavoro, 24 ore al giorno, senza pausa

    La nostra dipendenza dagli smartphone e dai social è diventata come una malattia da curare. E così spuntano le “digital detox”, e applicazioni che ti segnalano quanto tempo hai trascorso sui social, libri e consigli degli esperti su come staccarsi dalla tecnologia. Si sa, prima inventiamo, poi ne abusiamo e alla fine troviamo il modo per rimediare.

    La mattina apriamo gli occhi e abbiamo già il telefono in mano. In media si controlla il telefono circa 221 volte al giorno. Un “lavoro” full time, senza pausa pranzo che non ci viene pagato, anzi.

    Disturbi psicologici, stato di ansia, difficoltà a rapportarsi etc. Sono anni che sentiamo parlare degli effetti distruttivi che provoca l’iperconnessione. Tanto distruttivi che negli Stati Uniti la “digital addiction” è considerata al pari di una vera e propria malattia, per cui è stato coniato il termine IAD: Internet Addiction Disorder. Altri termini sono stati coniati per spiegare questi disturbi, come la nomophobia, abbreviazione di “no-mobile-phone”, indica il terrore di rimanere sconnessi dalla rete mobile.

    Dire “no” alla tecnologia significherebbe non rendersi conto del progresso a cui siamo andati incontro grazie ad essa. Per questo vi proponiamo alcuni consigli per imparare a gestire il rapporto con i social e gli smartphone.

    Secondo Cal Newport, 37 anni, professore associato di computer science alla Georgetown University, autore del bestseller “Deep Work”, basterebbero 30 giorni di stop alla tecnologia per disintossicarsi. “Il nostro rapporto con le tecnologie in questo mondo iperconnesso è insostenibile”- ha spiegato il professore Nerport- “le società della Silicon Valley hanno sfruttato le avanzate scoperte della psicologia e delle neuroscienze per tenerci incollati ai loro dispositivi, dando vita all’economia dell’attenzione”. Il “Minimalismo Digitale” si basa, invece, su una filosofia che accetta le nuove tecnologie, ma non assoggettando la nostra vita sociale e privata ad esse. Dopo questa decisione facoltativa di staccarsi dalla tecnologia, nel libro (in Italia edito da Roi Edizioni), viene proposto un metodo di reinserimento graduale, selezionando con cura le attività online. 

    Se per diverse ragioni, non potete staccarvi dal vostro smartphone, cercate di evitare di utilizzarlo fin dalla mattina, commenti negativi sui propri post o notizie sgradevoli rischiano di rovinarvi la giornata. Anche prima di andare a dormire è bene evitare di trascorrere il tempo sugli schermi, i quali influenzano e alterano i ritmi naturali del sonno. Non trascorrere più di 20-30 minuti di seguito su internet.