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    Inquinamento domestico, un decalogo per combatterlo

    Fotografia: Regole per difendersi da sostanze pericolose negli ambienti chiusi (Shutterstock)

    I ricercatori dell’Università Cattolica hanno stilato un decalogo per difendersi dall’inquinamento domestico, un complesso di sostanze nocive, provenienti in parte dall’esterno e in parte presenti all’interno degli edifici, che avvelena l’aria di appartamenti e uffici.

    Innanzitutto occorre ventilare gli ambienti domestici almeno una volta al giorno, per un minimo di 20 minuti, preferibilmente utilizzando le finestre che non affacciano su strade trafficate. È preferibile aerare la casa nel pomeriggio, poiché il livello di particolato all’esterno è in genere inferiore rispetto al mattino. Durante la cottura dei cibi usare la cappa, e aprire le finestre dopo la cottura. Aerare la casa anche durante e dopo pulizie, attività di lavaggio e stiratura, o di bricolage, etc, o utilizzo di disinfettanti e altri prodotti chimici. I tappeti possono essere una trappola per il particolato e causarne il risollevamento: pulirli con aspirapolvere dotato di filtro per il particolato almeno una volta alla settimana. Pulire periodicamente anche divani, tende, materassi e arredi in tessuto.

    L’impiego di purificatori d’aria può essere utile per abbassare la concentrazione di particolato all’interno della casa. Evitare, inoltre, l’utilizzo di profumatori dell’ambiente. No a caminetti, stufe a legna o a “pellet” come fonte principale di riscaldamento. Controllare che la temperatura e l’umidità dell’aria non siano eccessivamente elevate né basse. Non fumare in casa, specie se vi vivono bambini, donne in gravidanza e soggetti con patologie respiratorie. Stare all’aperto trascorrendo del tempo in parchi e zone verdi della città, oppure nei boschi e in campagna.