Ines Trocchia, tutta moda e…famiglia

 

 

Figlia unica, ventitre anni, di origini campane, con una passione per l’occultismo e la scienza alternativa. Ines Trocchia si muove con disinvoltura fra l’ambiente della moda e quello televisivo. Fra un impegno e l’altro l’abbiamo bloccata nella redazione di Maxim per parlare di lei.

Occultismo?

Sì ma non vi spaventate. Non sono un tipo da romanzo, mi piacciono le letture complesse che approfondiscono temi particolari; per esempio seguo la scienza alternativa, l’esoterismo, le scoperte tecnologiche: questi temi mi appassionano più di una storia.

 

Ti appassiona anche l’astrologia.

Non credo nell’oroscopo quotidiano, quello che ascolti alla radio o leggi su una rivista: tre righe non possono valere per tutta la popolazione mondiale dello stesso segno zodiacale.  Piuttosto mi concentro sulla storia, la parte tecnica, gli elementi, i temi.

 

Visto che sei appassionata della materia, credi che il tuo destino sia scritto nelle stelle e, dunque, prestabilito, o deciso dalle tue scelte?

La mia vita la scrivo io. Tuttavia credo nella predisposizione naturale, nelle attitudini: magari interviene la buona stella o la fortuna, se vogliamo usare questi termini, e le cose vanno per il meglio.

 

Come è stata finora la tua vita nella moda?

Il mio settore è la pubblicità, il mio standard non è l’alta moda. Mi sono tolta molte soddisfazioni ma il lavoro ha preso anche altre direzioni.

 

Verso dove?

La televisione. Ho iniziato nel 2015, in piccoli ruoli, poi ho affiancato i conduttori di trasmissioni sportive a Sportitalia, RaiSport e Rai 2, la mia ultima esperienza nella tv di Stato. Per correttezza e rispetto dei duoli, ci tengo a precisare che non sono una giornalista.

 

E adesso?

Sto lavorando con alcuni network nazionali e spesso vengo intervistata in radio.

 

Sei giovanissima, cosa gli racconti?

Mi telefonano per parlare del mio lavoro poi, inevitabilmente, si passa a ridere e scherzare su tutto. Ho un carattere giocoso.

 

Dal gioco torniamo al lavoro. Dove ti vedi a 40 anni?

Mi piace il settore della gestione delle risorse umane, un impiego in quel campo potrebbe essere nel mio destino.

 

Altrimenti?

La ristorazione

 

Sai cucinare?

Per carità. Per me niente fornelli, più che altro sono brava a mangiare.

 

Golosa quindi. Dolce o salato?

Tutto! Dolce, salato, italiano, etnico: passo con disinvoltura dalla lasagna al sushi. In cucina non ho confini.

 

Parliamo di altri confini, o meglio di paletti. I tuoi genitori ti hanno imposto delle regole quando hanno saputo che volevi fare la modella?

Papà e mamma sono due professionisti: un medico e un’insegnante. Sono cresciuti con l’idea del lavoro sicuro, del posto fisso. Inizialmente non hanno preso bene la mia decisione di entrare nella moda; col tempo, vedendo che avevo raggiunto una stabilità lavorativa ed economica si sono rasserenati. Oggi parliamo di lavoro assieme.

 

La sicurezza è importante. Nel tuo ambito professionale quali sono i capisaldi?

La mia vita si muove su due binari paralleli; il primo è quello dell’immagine, l’apparenza, dove ti guardano solo per l’aspetto; l’altro è quello personale, famiglia, amici e un fidanzato che mi trasmettono affetto sincero.

 

A proposito di trasmettere…ti piace comunicare attraverso i social network?

Certo ma ogni piattaforma ha un destinatario diverso. Twitter era il canale perfetto per comunicare quando lavoravo in televisione mentre Instagram parla attraverso le immagini e raggiunge più facilmente l’ambiente della moda.

 

Per raggiungere il tuo cuore cosa serve?

Non bisogna strafare, essere plateali. A me non serve il ristorante di lusso per un incontro. Quando scegli un compagno devi guardare all’individuo non al mondo nel quale si muove, il “contorno”. Alla fine devi fare i conti con la vita normale: la quotidianità non è solo feste, locali notturni e ambienti chic.

 

Gli affetti prima di tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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