Il volley e Andrea Lucchetta conquistano Roma

Fotografia: Andrea Lucchetta con la coppa del mondo di volley

Mancano appena quattro mesi a Italia-Giappone, gara inaugurale e unica tappa romana dei Mondiali di pallavolo, in programma nella città eterna il 9 settembre al Foro italico, ma la febbre iridata è alta.

La partita è praticamente sold out e gli eventi di avvicinamento al Mondiale organizzati nella Capitale hanno fatto il pienone. Dopo il successo dell’Earth Village, svolto dal 21 al 25 aprile al Galoppatoio di Villa Borghese di Roma, ieri, sempre nella città eterna, il Memorial Favretto di minivolley ha richiamato ai Fori Imperiali seimila bambini, impegnati su 100 campetti da S3, allestiti fra il Colosseo e piazza Venezia.

Tre i protagonisti della giornata: la straordinaria cornice di pubblico, la coppa del mondo – esposta fra i campetti – e l’ex pallavolista Andrea Lucchetta, protagonista di una della Nazionali più forti di sempre.

‘Crazy Lucky’ non si è fermato un attimo, diviso fra foto, autografi e passaggi sui campi, col suo particolare ciuffo sembrava ‘Beep Beep’ inseguito da un’orda di appassionati a caccia di un minuto col loro idolo. E quel minuto lo ha avuto per tutti. Come ha spiegato a Maxim, in queste occasioni viene fuori il piccolo salesiano che è in lui: “Mi piace ‘donarmi’ alla gente”.

La gente ma soprattutto i più piccoli. “Quando ho appeso le mani al chiodo – spiega Andrea –  ho aperto una ludoteca a Modena. In questo spazio seguo quasi 15.000 bambini all’anno, coinvolgendoli con giochi e animazione: niente volley.  E’ stata una scelta ragionata. Inizialmente, mi sono ‘destrutturato’ per capire come avvicinare i giovani al mio sport. Poi con la manifestazione ‘Campione per amico’ sono andato nelle piazze. Mi sono mosso su due binari con una sola destinazione: scegliere il linguaggio più efficace per appassionarli”.

Il linguaggio di Andrea è semplice. Lo vedi girare fra i bambini, non allenatore, né pluricampione, ma un uomo che si diverte come e con loro: li intrattiene, li appassiona e trasmette, alla sua maniera, lezioni di volley. I campi hanno le reti basse, tutti possono emulare i gesti degli adulti: saltare, murare e schiacciare. Niente è impossibile, nemmeno per i disabili che giocano con i normodotati sui campi da sitting volley.

Sport per tutti e inclusione, come accade nel cartone animato ‘Spike Team’, ideato e prodotto dallo stesso Lucchetta. “La terza stagione – racconta l’ex pallavolista – prenderà il via l’8 maggio, 26 episodi in onda su Rai Gulp. E’ una serie che trasmette  valori, non vuole insegnare ai bambini come si vince ma spiegargli come si gioca e cosa serve per farlo: volontà, determinazione, pazienza”.

Lo guardo, fisso la pettinatura curatissima e stravagante e gli dico: “Anche per questa ci vuole pazienza”.  Ride: “E’ il taglio del capitano, ricorda l’inclinazione di una mano che fa il saluto militare. Questa acconciatura è nata quando giocavo a Modena; poi, ho imparato a tagliarmi i capelli da solo. Diciamo che mi rappresenta, è trasversale come me. Sul campo, durante un’azione, dovevo essere concentrato ma quando la palla era ferma, fare show, interagire in maniera spiritosa con la gente e divertirsi, aiutava lo spettacolo: era una componente positiva”.

Dai tempi dell’agonismo, Lucchetta si è portato dietro anche le abitudini alimentari: “Mangio tutto ma senza eccessi. Niente superalcolici, magari del vino. Diciamo che più che alla linea devo stare attento agli acciacchi del post agonismo. Vuoi sapere come mi tengo in forma? Gioco con i bambini, sono sempre in movimento”. I regimi alimentari del periodo professionistico ricordano ad Andrea i tempi della Nazionale: “Quando andavamo a giocare all’estero, non pensare che avessimo gli chef o i prodotti alimentari italiani a disposizione: per tutta la durata della trasferta ci toccava la cucina locale. Per questo ci organizzavamo per portare di nascosto qualcosa dall’Italia. Non so quante volte abbiamo ‘gabbato’ coach Velasco. Una delle nostre stanze si trasformava in cucina: fornelletto, pentola, acqua e lo spaghetto al pomodoro era pronto”.  Di quel periodo Andrea conserva una collezione particolare: “In vita mia ho collezionato solo tre cose: modellini radiocomandati quando ero bambino e, da giocatore, scarpe da ginnastica e le maglie delle squadre affrontate. Ne ho oltre 200 e penso che prima o poi organizzerò un’asta benefica. La più rara è quella dell’ex Unione Sovietica con la scritta CCCP. Non se ne trovano molte, è rarissima”. La simpatia di Andrea, invece, è più unica che rara.

 

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