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    Il trionfo dell’amore: Jova Beach Party a Praia a Mare

    Fotografia: Alfredo Sconza
    Quello che si è svolto ieri a Praia a Mare, in Calabria, è stato più di un semplice concerto; più di una semplice esibizione: una pura ed estasiante iniezione di vita e libertà. Un evento davvero unico quello tenuto da Jovanotti, che ha fatto vibrare i corpi ed i cuori di una folla senza precedenti in un luogo così meravigliosamente magico.

     

    Quando, in questi ultimi giorni, parlavamo dell’imminente tappa del Jova Beach Party Tour di Jovanotti, mai avremmo potuto immaginare un evento di così colossali dimensioni.

    I numeri – ancora non ufficiali – parlano di oltre 30.000 presenze sulla spiaggia di Praia a Mare, nella Dino Beach Area (proprio di fronte la splendida isola di Dino).

    Il concerto di ieri, dicevamo, non è stato un semplice concerto, per tante ragioni: la location suggestiva e magica; i lunghissimi tempi dell’intero show; la ricchezza delle attività proposte all’interno del parco; la variegata presenza di artisti e di suoni, locali e non.

    Tutto, insomma, in uno stile che da sempre contraddistingue il “ragazzo fortunato” della musica italiana.

    E quanto “fortunati” si sono sentiti, ieri a mezzanotte, tutti coloro i quali hanno avuto la possibilità di partecipare a questo incredibile spettacolo, che non ha paragoni – almeno finora – nel panorama della musica del nostro Paese?

    Dalle impressioni che abbiamo avuto ieri, dai volti divertiti e sconcertati dei fan, dall’euforia che volava leggera e potente insieme alle bellissime parole di libertà di Jovanotti, abbiamo potuto constatare che, sì, tutti si sentivano veramente fortunati alla fine di quel tripudio di colori, musica, amore ed energia positiva che è stato il Jova Beach Party di Praia a Mare.

     

    Si balla in paradiso 

    E già, il grande spettacolo del Jova Beach Party a Praia a Mare, si è svolto in un vero e proprio angolo di paradiso: di fronte la stupenda isola di Dino, in uno spazio gigantesco e finemente organizzato per accogliere un mare di gente, di fronte ad un mare d’acqua mozzafiato.

    Lo stesso Jovanotti non ha mancato di ricordare ai suoi ascoltatori (calabresi e non) la rara bellezza della terra sulla quale le sue potenti vibrazioni si sono potute espandere per tutto il giorno e per tutta la notte:

    “Una terra bellissima, migliore della California. Una terra che regala sempre nuove emozioni. Sarà una grande giornata che costruiremo insieme fino a notte fonda”.

    E così è stato, da quando il sole alto picchiava forte sulle teste degli indomiti spettatori, passando da un tramonto dalle mille caldissime sfumature, fino a notte fonda:

    “Siete più belli del tramonto. È un posto incredibile, non c’ero mai stato. Abbiate cura, è un posto incredibilmente bello e stasera ne avremo cura insieme”.

     

    Uno show eco-friendly

    Jovanotti e l’organizzazione tutta – seguendo la ferma politica del Jova Beach Tour – ieri hanno ricordato più volte alle migliaia di fan, provenienti da ogni dove, la necessaria collaborazione di tutti, ai fini di preservare un’area che ovviamente correva non pochi rischi di inquinamento, in un evento di tali proporzioni.

    “Ho scelto la Calabria che, come altri territori del Sud, è da sempre snobbata dai grandi eventi. Ho scelto questa terra che, da sempre, è terra di accoglienza, per lanciare un messaggio a favore di un nuovo modo di approcciarsi all’ambiente e di vivere divertendosi”  ha detto Jovanotti.

    Oltre alle parole del Jova, che si proponevano ripetutamente durante la giornata, sono stati numerosissimi i messaggi video di esperti, ambientalisti e figure di rilevanza pubblica riguardo la crisi climatica che il nostro pianeta sta affrontando in questi ultimi anni.

    Parole d’amore anche queste, così tipiche della poetica di Jovanotti, rivolte stavolta alla nostra unica e sola casa: il pianeta Terra.

    “La plastica sta distruggendo l’ambiente e possiamo fare molto per affrontare questo problema. Possiamo farlo subito, ora, da qui. É un messaggio che lancio da questo splendido luogo e che rilancerò in tutte le altre tappe. Grande Calabria”.

    Non solo parole, ma anche effettiva organizzazione. La quale si è espressa in contromisure di prevenzione intelligenti, come le aree di smaltimento, posacenere portatili forniti dagli organizzatori e, soprattutto, l’effettiva collaborazione di tutti quanti i partecipanti all’evento.

    Ieri abbiamo potuto ammirare quanto il verbo umano e le idee che da esso scaturiscono siano realmente potenti, quando si sa come usarli.

    Abbiamo visto la troupe del Jova Beach Party mettersi subito all’opera a fine concerto; ma non solo!

    Abbiamo osservato, con tanta felice sorpresa, grandi e bambini tra il pubblico raccogliere la plastica da terra; fumatori incalliti gettare i mozziconi negli appositi contenitori rossi; gente diversa, di ogni età ed estrazione, accarezzare la sensazione di essere un tutt’uno con questo mondo che va, piano piano, sgretolandosi sotto i nostri piedi e sopra le nostre teste.

    “Domattina la spiaggia sarà più pulita di come è stata trovata oggi” ha detto Jovanotti.

    E beh, andate a fare un giro, oggi, su quello che era, è e sarà ancora un angolo di paradiso nel profondo sud della nostra Italia.

    A dispetto di ciò che hanno detto in questi ultimi giorni sedicenti ambientalisti e parolieri del web, oggi, l’isola di Dino, la spiaggia di Praia a Mare e le sue incantevoli acque, brillano, brillano di luce e purezza.

     

    Il Concerto

    E’ stata un’ entrata ad effetto quella di Jovanotti sulla spiaggia. Approdato sulla riva direttamente da un motoscafo, il sempiterno dj della notte, ha aperto le danze presentandosi con la sua consueta carica d’adrenalina e incitando le migliaia di impazienti spettatori al suo seguito.

    I cancelli della zona allestita per l’evento – più un parco giochi che un’area concerto – si sono aperti intorno alle 14:00; mentre il Jova, intorno alle 16:00, è salito sul palchetto posto di fronte al grande palco principale.

    Dopo una vibrante introduzione all’evento ed alla sua magica giornata, Jovanotti ha presentato i primi ospiti del Jova Beach Party: il gruppo lucano de I Tarantolati di Tricarico.

    Con la loro musica folkloristica, fatta delle classiche sonorità del sud e della Taranta, hanno accompagnato giovani ed adulti in un crescendo di emozioni, in una danza sfrenata ed a tratti ancestrale che ha colpito il cuore e l’anima di Jovanotti, il quale – dopo averli invitati più tardi anche sul grande palco per suonare insieme a lui – ha espresso la sua profonda stima e l’interesse per un ritmo che, da oggi, gli “risuonerà sempre in testa”.

    Come sempre, un grande amante della musica tutta il nostro caro Jovanotti.

    A seguire, sul grande palco, i Devon & Jah Brothers: una reggae band italiana nata a Rimini dall’unione di amici e colleghi musicisti, uniti dalla passione per il reggae.

    Proprio con loro sul palco, Jovanotti ha parlato delle barriere che dividono ancora oggi gli uomini e che, dato l’andazzo della politica negli ultimi anni, si stanno ancor più innalzando nel nostro Paese.

    A tal proposito Jovanotti ha espresso queste parole:

    “Le frontiere, le frontiere sono sempre nella testa. Dammi un Sol!” 

    E su quel Sol è partita la cover di un brano che è più di un pezzo musicale; una preghiera di pace ed amore: l’eterna Redemption Song di Bob Marley.

    Successivamente è stato il momento di un giovane artista italiano, una promessa della musica,  secondo le parole dello stesso Jovanotti: Giorgio Poi.

    I due hanno duettato di fronte ad un pubblico che andava sempre più aumentando, suonando pezzi del giovane cantautore novarese e dei pezzi di Jovanotti, tutto in acustico. Lo stesso Poi è stato invitato più tardi per interpretare un brano in onore del grandissimo Rino Gaetano.

    Giustamente riproposto dai due nella sua terra natale il pezzo storico di Rino, Sfiorivano le viole, ha fatto emozionare tutti i presenti e gli amanti di un vero e proprio genio che – come ha detto lo stesso Jova – “ci ha abbandonato troppo presto per poter cambiare e migliorare ancora questo mondo”.

    A seguire è stato il turno di AfrotroniX, un dj africano appartenente alla corrente pop afro-futurista che con il suo particolarissimo look camuffato e robotico (vagamente simile a quello dei ben più noti Duft Punk) ha fatto ballare, senza sosta, una folla sempre più grande, caricandola di adrenalina, di sonorità techno, ma al contempo piene di ritmi sud-equatoriali.

    In fine gli Ackeejuice Rockers e i Voodoo Sound Club hanno accompagnato il pubblico verso l’attesissima performance di Jovanotti, riempiendo i loro corpi di suoni afrobeat, psichedelica, funk e house.

    Insomma, uno spettacolo nello spettacolo. Un festival prima del concerto che, con i suoni tipici del meridione del mondo (eravamo pur sempre in Calabria), ha incantato e caricato a dovere tutti quanti, facendo scoprire nuovi e felicissimi orizzonti musicali.

     

    (Non) è una notte come tutte le altre notti

    O meglio, non lo è stata! Perché, come tutto l’evento nella sua totalità, anche il concerto di Jovanotti – iniziato intorno alle 20:30 – è risultato essere una sorta di esplosione atomica; una vera e propria scarica di non definibili sostanze chimiche nei corpi danzanti e impossessati dal dio della musica di più di 30.000 anime.

    Le incredibili immagini della folla vista dall’alto possono solo vagamente rendere il senso di unione, di coesione ed amore che hanno accompagnato la musica di Jovanotti a diffondersi nella spiaggia ed in tutto l’universo circostante.

    Il Jova in circa tre ore di concerto ha ripercorso tutta la sua carriera musicale, dagli albori ad oggi, con tutte le sue caratteristiche di sperimentazione camaleontica ed i variegatissimi stili che da sempre lo contraddistinguono.

    “Stasera si vola!” ci ha più volte promesso il sempre giovane cantante e dj.

    E si è volato davvero, fino a toccare quel cielo da cui lui prende sempre così tanta ispirazione; fino a sfiorare quella luna che (nella bellissima metafora dedicata all’amata moglie) non ha mancato di osservare ieri sera, ricordando persino i versi del genio “infinito” di Giacomo Leopardi e del suo Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.

    Quelle migliaia di spettatori al suo cospetto non si sono fermati un secondo, o almeno lo hanno fatto solo durante i pezzi in acustico del suo lontano e recente passato. Ma, appunto, quando si fermavano i corpi dal ballo sfrenato, era il cuore che iniziava la sua potente danza.

    Un’esplosione di musica, adrenalina e colori, dicevamo, davvero difficile da definire e raccontare in parole umane.

    Uno spettacolo davvero unico, arricchito dai messaggi veri e sinceri d’amore, di pace e di fratellanza che Jovanotti, come sempre e più di sempre, ha dedicato a tutti, compreso sé stesso.

    Tra pezzi di ieri e di oggi, mix e remix, chitarra e voce, ballo sfrenato ed irrefrenabile, Jovanotti si è espresso nella sua più rosea e completa vivacità, destando in ognuno di noi il dubbio sulla sua natura umana.

    Come fa, un uomo di oltre 50 anni, ad avere tutta questa energia? come fa, quello che oramai è un signore della musica, ad arrivare a toccare certe vette, a superare i limiti del fisico e della mente? come fa, l’uomo Lorenzo Cherubini, a portare ogni particella del suo corpo allo stremo, tanto da gettarsi a terra a fine concerto per l’evidente stanchezza?

    La risposta va trovata sempre lì: nella smisurata passione per la musica e per la felicità della gente sotto di lui.

    E’ questione di empatia, in fondo.

    Quegli occhi, alla fine di ogni parola detta e gridata, brillavano della stessa luce che solo i più grandi posseggono (penso, con il dovuto rispetto, a Freddie Mercury ad esempio) e che emanano e diramano in ogni cosa vivente che li circonda.

    E’ difficile, dicevamo, descrivere a parole quello che è stato ieri il concerto a Praia a Mare del Jova Beach Party Tour.

    E’ difficile; come è sempre difficile quando si prova ad aprire l’anima a scavarvi dentro; è difficile proprio come quando si prova a parlare d’amore. Quello vero.

    E lo spettacolo di ieri è stato un trionfo, sì: un vero e proprio trionfo dell’Amore.

    Noi che c’eravamo siamo certi che ogni uomo, donna o bambino, in mezzo a migliaia di anime così diverse e così uguali, ieri, nel profondo, dentro o fuori di sé, ha pensato le stesse parole che Jovanotti cantava qualche anno fa e che, così meravigliosamente, ci ha riproposto ieri sera:

    “Ogni cosa è illuminata. E non sento più il bisogno di soffrire!”. 

     

     

    QUI TUTTE LE FOTO DEL CONCERTO: