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    Il sogno della Dea: la notte sublime dell’Atalanta

    Fotografia: ANSA Foto
    La squadra di giovani talenti, allenata da Gian Piero Gasperini, mette un’importante ipoteca sul passaggio del turno per questi ottavi di finale di UEFA Champions League. Una serata magica per l’Atalanta, che impartisce una lezione di calcio al Valencia, asfaltandolo per 4-1.

     

    Una serata incredibile, memorabile e storica, quella di ieri, per ogni tifoso bergamasco.

    Un San Siro gremito e ruggente ha accolto l’andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League tra Atalanta e Valencia.

    Gli uomini di Gian Piero Gasperini – reduce, non a caso, da una Panchina d’oro per la scorsa stagione – hanno subito spinto sull’acceleratore, come di consueto, imponendo il proprio spettacolare e frenetico gioco.

    In mezzo al calore quasi unico dei tifosi atalantini, la formazione del Valencia ha cercato a fatica di contenere le incursioni offensive del reparto avanzato dei neroazzurri.

    Tuttavia i baluardi posti davanti al portiere del Valencia, Doménech, sono crollati al cospetto di una furia smaniosa di gloria ed alla rapidità personale e di azione corale dell’offensiva bergamasca.

    Le vane speranze di contenimento iberiche si sono dunque sgretolate al 16′ del primo tempo, con una rete del sempre più sorprendente Hans Hateboer: l’esterno per eccellenza.

    Cuore, corsa, precisione e tecnica si condensano tutte in questo olandese, classe ’94, che dal 2017 milita nell’Atalanta e nel nostro campionato.

    Qualche offensiva del Valencia, dopo la prima rete, non ha scalfito né la difesa né il gioco all’attacco di Papu Gomez e compagni.

    A tre minuti dalla fine del primo tempo, quindi, è arrivata la perla di Josip Ilicic.

    In mezzo ad una cerchia di avversari, spostando e nascondendo il pallone alla sua maniera, lo sloveno ha inventato un gol meraviglioso, sorprendendo la difesa spagnola ed il portiere che non si aspettava un destro così potente e preciso da un mancino naturale come lui.

     

    Nel secondo tempo non cambia il registro e, sicuramente spronati dalla magistrale esperienza di Gasperini, gli undici dell’Atalanta hanno continuato a premere sull’acceleratore, evitando di commettere errori di distrazione e leggerezza.

    Questo è forse ciò che colpisce di più di questa squadra, alla prima partecipazione nella regina delle competizioni calcistiche.

    Nella ripresa, stesso copione insomma.

    I movimenti dei centrocampisti e degli attaccanti, l’onnipresenza di De Roon e le qualità tecniche dei singoli hanno portato alla terza marcatura al 52′.

    Anche questa una vera e propria perla, segnata da Freuler, che tira fuori dal cilindro un destro a giro sul secondo palo davvero da capogiro.

    In vantaggio di tre reti, dietro una piacevolissima ed estatica incredulità generale, l’Atalanta ha dimostrato di non volersi fermare, continuando ad attaccare da destra a sinistra, filtrando il gioco tra i movimenti di Pasalic e Gosens e le giocate funamboliche di Gomez.

    Tutto ciò fino al 63′ minuto, quando Hans Hateboer – ancora lui e sempre lui – ha approfittato dell’ennesima leggerezza della retroguardia del Valencia per sfrecciare al pari della mitologica Atalanta, protetta di Artemide, e battere per la quarta volta il portiere Jaume Doménech.

    Un’esultanza incontenibile quella dell’olandese, incorniciata da un’apoteosi di felicità e gioia dei 45mila spettatori accorsi a San Siro per assistere ad un vero e proprio trionfo.

    Tutta la foga e lo stupore, tuttavia, hanno portato i ragazzi di Gasperini ad allentare la presa e, con l’entrata al 64′ di Denis Cheryshev, la tendenza della gara si è leggermente invertita.

    Il nazionale russo – appena entrato – al 66′ ha messo a segno il gol che darà almeno un senso alla partita di ritorno (in programma il 10 marzo).

    Per il resto della partita un mostruoso Gollini ha tenuto nelle sue sicure mani (e nei suoi scatti felini) il risultato al sicuro, coadiuvato anche dalla difesa eroica di Toloi e Palomino.

    Insomma, la serata di ieri è stata un sogno ad occhi aperti per i tifosi bergamaschi.

    Un sogno dal quale difficilmente – soprattutto ora – gli uomini di Gasperini si vorranno svegliare.

    E chi lo sa le cose come andranno?

    Certo, volando su queste altezze e a queste incredibili velocità, ci sembra più che lecito poter sognare.

    In particolar modo per una dea; in particolar modo per questa magnifica e instancabile setta di devoti neroazzurri.

     

     

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