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    Il ‘Soffio di Satana’ di d’Annunzio torna al Vittoriale

    Fotografia: larepubblica.it
    Dopo più di settant’anni la storica Alfa Romeo 6C 2300 T del poeta Vate, Gabriele d’Annunzio, compie il suo atteso ritorno a casa: al celebre Vittoriale. 

     

    La figura di Gabriele d’Annunzio – si sa – oltre che a richiamare alla mente uno dei più grandi lumi della storia del nostro Paese, porta con sé una certa aura di eleganza, perfezione formale e culto della bellezza.

    Il poeta Vate, infatti, non poneva solo un’attenzione maniacale alla tecnica letteraria, alla forma poetica e alla sua intera opera; ma altresì lo faceva nella quotidianità, nei suoi luoghi, nelle sue cose, nelle relazioni interpersonali: il tutto volto a vivere un’esistenza all’insegna dell’arte e della meraviglia.

    L’autore del memorabile romanzo Il Piacere era – come si può desumere dal titolo e dal senso stesso dell’opera – un vero e proprio edonista; anzi era l’edonista per eccellenza.

    La sua dimora – situata nel Vittoriale degli Italiani – è, insieme al complesso stesso, una dimostrazione tuttora tangibile di quanto effettivamente alto sia stato il suo amore per il gusto e per la bellezza.

     

    Ed è proprio al Vittoriale che, dopo settanta lunghi anni, fa ritorno la celebre automobile di d’Annunzio, passata alla storia sotto il suggestivo nome di “Soffio di Satana”.

    Il complesso de Il Vittoriale degli Italiani

    Col suo ritorno, nelle vie del Vittoriale, è stata allestita la mostra gratuita dal titolo “L’automobile è femmina”.

    Ciò che molti non sanno è che il particolare nome di questa esposizione non è per nulla casuale.

    Tra gli innumerevoli contributi del Vate alla lingua italiana tutta, infatti, ricordiamo quello di aver stabilito il genere femminile alla parola “automobile”. La spinosa questione gli fu posta, al tempo, dallo stesso Giovanni Agnelli, al quale d’Annunzio inviò una lettera di risposta contenente le seguenti parole:

    “L’Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità di una seduttrice; ha inoltre una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza”

    All’origine del piacere

    Gli organizzatori della mostra, tra le tante informazioni sul rapporto tra il poeta Vate e le sue automobili, ci parlano proprio dell’origine di questa passione in d’Annunzio, attraverso un particolare aneddoto:

    “È il 28 aprile 1932 e Tazio Nuvolari e Gabriele d’Annunzio conversano nella piazzetta del Vittoriale, seduti sul predellino di un’Alfa Berlina 6C 1750, presentata al Poeta per la prima volta in quell’occasione.

    Inizia proprio da questo incontro la grande passione di d’Annunzio per l’Alfa Romeo: alla 6C 1750 quarta serie seguiranno, in poco più di due anni, una 6C 1750 GT quinta serie e una 6 cilindri 2300 T carrozzeria berlina Touring 4 posti, targa BS 10764, soprannominata per la sua linea leggerissima Soffio di Satana”.

    Il poeta Vate intento nella lettura

    Ritorno di stile

    La mostra allestita precisamente all’ingresso del Vittoriale, dunque, fa tornare a casa quella che fu la macchina simbolo di d’Annunzio.

    Nella scuderia di Gardone Riviera può essere ora ammirata insieme ad altre due vecchie fiamme del poeta, le “sorelle”: la Fiat T4 e l’Isotta Fraschini.

    Un ritorno di stile che, però, è stato tutto fuorché semplice.

    Dopo la morte di d’Annunzio, nell’estate del 1946, l’Alfa Romeo viene venduta alla Società Autotrasporti Industriali di Busto Arsizio dall’allora commissario straordinario della fondazione il Vittoriale degli Italiani.

    Tutto ciò serviva ad alleggerire i debiti accumulati durante il periodo di guerra.

    Dopo molti anni (e un ulteriore passaggio di proprietà), nel settembre del 2017, la storica vettura ricompare in un’asta di “Auto classiche” organizzata da Pandolfini, con una base d’asta di mezzo milione di euro.

    Un’azione della magistratura, tuttavia, riconosce “Soffio di Satana” come un bene inalienabile del Vittoriale, disponendone il sequestro e consentendone il tanto atteso ritorno a casa.