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    Il ragazzo dai pantaloni rosa, teatro e bullismo

     

    Venerdì 24 gennaio al Cinema Teatro Don Bosco di Roma sarà in scena, alle ore 9.00 e alle 11.30, lo spettacolo multimediale in lingua spagnola “Il ragazzo dai pantaloni rosa” prodotto da Bewow Group settore “Educational”, per la regia di Marco Carlucci. Lo show, già soldout nella Capitale, è parte integrante di un progetto didattico rivolto a tutti gli studenti di scuole medie e superiori. La peculiarità è quella di affiancare due obiettivi fondamentali nel loro percorso formativo: si affronta un tema di rilevanza attuale come quello del bullismo e cyberbullismo e lo si fa in lingua spagnola, attraverso un mix di tecnologie digitali, musica, app interattive, divertenti sondaggi in tempo reale e flashmob che mettono d’accordo le esigenze di tutte le parti chiamate in causa: genitori, professori e studenti.

    Il progetto, attualmente in tour per l’Italia, ha già coinvolto migliaia di giovani spettatori, tutti entusiasti e si sta rivelando un vero e proprio successo grazie alla sua capacità di mescolare sapientemente un approccio narrativo moderno all’utilizzo di tecnologie digitali e di realtà aumentata con l’apprendimento di una lingua straniera.

    A raccontare in 70 minuti sei diverse storie di bullismo è il Professor Jago interpretato dal sorprendente e talentuoso attore italo-argentino Vincent Calogero, in grado di coinvolgere ed emozionare i partecipanti attraverso personaggi in continua metamorfosi con l’obiettivo di delineare la tematica in spagnolo e da diversi punti di vista.

    Questo è il primo passo verso una nuova didattica che tiene conto dei cambiamenti della comunicazione e degli strumenti tecnologici usati dai giovani – afferma il regista Marco Carlucci – Non vediamo l’ora di sperimentare nuove metodologie interattive che ci permetteranno di rendere i ragazzi protagonisti attivi dei prossimi progetti multimediali e poter affrontare tematiche importanti in tutte le lingue del mondo!

    L’intero percorso, dalla creazione di file multimediali, alla condivisione degli stessi, passando per lo spettacolo realizzato con videoproiezioni digitali, vuole testimoniare che la tecnologia può veicolare valori sani e virtuosi a seconda di come la si utilizza. I ragazzi si ritroveranno infatti a condividere idee e progetti con gli stessi mezzi di cui si serve il cyberbullismo: chat, foto, video e sondaggi.