fbpx

    Il professore cambia scuola, film su empatia e rigore

    Fotografia: Un momento della commedia (PFA Films ed EMME Cinematografica)

    di Simona Santoni

     

    IL PROFESSORE CAMBIA SCUOLA di Olivier Ayache-Vidal, con Denis Podalydès, Abdoulaye Diallo, Tabono Tandia, Pauline Huruguen, Alexis Moncorge, Emmanuel Barrouyer, Zineb Triki, Léa Drucker, François Petit-Perrin, Marie Remond, Charles Templon, Mona Magdy Fahim. Commedia, Francia, durata 106’.

    Cosa potrebbe capitare se il severo docente di un prestigioso liceo parigino, abituato a recitare Petronio e versi latini, venisse trasferito in una scuola di periferia, nel complicato e disagiato contesto delle banlieue? Se lo chiede la commedia francese Il professore cambia scuola (titolo originale molto più allettante: Les grands esprits), dal 7 febbraio nelle sale italiane distribuito da PFA Films ed EMME Cinematografica. La risposta è tutt’altro che banale. È un film misurato, intelligente e divertente, scritto e diretto da Olivier Ayache-Vidal, che sfiora i luoghi comuni senza caderci, in equilibrio armonico tra ironia e uno sguardo sincero su problemi sociali autentici.

    Un ottimo Denis Podalydès, attore della Comédie-Française, è François Foucault, professore stimato che bacchetta a suon di rimbrotti crudeli e taglienti – ed esilaranti – i suoi studenti dell’Henri-IV, rampolli di famiglie bene, educati e timorati. Durante un evento culturale, all’interno di una discussione sulla scuola osserva con convinzione: “Il problema della periferia è che ci scaricano professori giovani e inesperti che si rivelano incapaci di gestire gli studenti; al contrario dovrebbero prendere professori già esperti”. Per sua sfortuna, ad ascoltarlo c’è una funzionaria ministeriale (Zineb Triki), che decide di dare subito corpo alle sue parole. Ed ecco che il professor Foucault si ritrova nella più sgarrupata scuola delle banlieue di Parigi, in un ambiente complesso, turbolento e multietnico, dove anche solo fare l’appello e imparare gli intricati nomi degli alunni diventa una sfida impossibile e spassosa. Foucault cercherà di governare lo spirito lassista dominante coi suoi metodi rigidi e intransigenti, trovando non poche difficoltà. Sarà costretto a mutare il suo punto di vista e a dosare polso e rigore con empatia e comprensione. Dando ai suoi scolari una possibilità: quella di essere diversi dal fallimento che loro stessi pensano di avere connaturato in sé. La possibilità di un futuro, vero. Sarà lo svogliato e demotivato Seydou (Abdoulaye Diallo) il suo tormento e la sua delizia. Lo studente che nessuno vorrebbe nella sua classe diventa la scintilla di una reciproca evoluzione.

    Al suo primo lungometraggio, di cui è anche sceneggiatore, Olivier Ayache-Vidal disegna un onesto affresco del sistema scolastico contemporaneo, riflettendo su disciplina e pedagogia con leggerezza pensosa, con passione ma senza prendersi troppo sul serio. Tra frequenti risate e una lieve dose di commozione, a prevalere è il suo desiderio di ridare speranza all’educazione.

    Potrebbe piacerti anche

    Napoli celebra Massimo Troisi in piazza del Plebiscito

    “Revuoto 2018”, la tre giorni ad ingresso gratuito, in piazza del Plebiscito a Napoli, ....

    Recensioni cinema/Seguimi di Claudio Sestieri

    SEGUIMI di Claudio Sestieri, con Angelique Cavallari, Pier Giorgio Bellocchio, Maya Murofushi, Antonia Liskova, ....

    Box office: Loro 1 e 2 di Sorrentino nella top five

    Altro weekend cinematografico all’insegna di ‘Avengers: Infinity War’ e di Paolo Sorrentino, che sbarca ....