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    Il nono album di Piotta, il “primo” di Tommaso

    Fotografia: Nono album per Tommaso Zanello

    Si chiama Interno 7. E’ il nuovo album di Tommaso Zanello, alias Piotta, che, con questo disco in vendita da oggi, raggiunge quota nove.

    Anticipato dal video “Solo per noi”, Interno 7 è un album intimo, carico di ricordi, vicino ai nati negli anni 70, non solo per i testi ma anche per come è stato suddiviso l’album on line: “Lato A”, le prime sei tracce pubblicate il 21 settembre, e “Lato B”, le restanti sette da oggi sul web  (il CD contiene anche il bonus track “Di Noi – original version”). Una musicassetta digitale.

    Tommaso, partiamo dal titolo. Perché “Interno 7”?

    E’ il numero dell’appartamento dove sono entrato quando avevo a un anno e dove ho vissuto fino al 2000. Sono stati anni fondamentali, di formazione che mi hanno accompagnano dall’infanzia all’università e al primo lavoro. Purtroppo abbiamo dovuto vendere casa quando papà (mancato pochi mesi fa ndr) si è ammalato, troppe barriere architettoniche.

    I traslochi fanno riaffiorare i ricordi. Il disco è nato in quel momento?

    Quando abbiamo iniziato a fare i pacchi è uscito un mondo: dischi, foto, magliette, super 8.

    Una grande onda, per citarti.

    Un onda di ricordi, sì. Ho scritto subito delle canzoni ma pensavo di tenerle per me. Erano pezzi autobiografici, intimi; poi, nonostante la mia riservatezza li ho pubblicati. Ci sono temi come i primi amori, le ragazze per le quali si piange, le feste, le perdite umane che tutti abbiamo vissuto, sono momenti e valori comuni che condividiamo in misura maggiore o minore. Ognuno ha il suo “Interno 7”.

    Lato A e B negli store on line. Anche qui un ritorno al passato.

    La musica on line è una soluzione comoda ma crea un effetto playlist, si mettono assieme generi e autori diversi. Mi è venuta in mente la vecchia divisione delle musicassette, pensando che facilitasse un percorso nell’ascolto, aiutasse a sentire le mie canzoni tutte di seguito come si faceva una volta. Lato A è la parte intima, Lato B l’ho cantato con amici e colleghi.

    Tra questi l’indimenticato Primo Brown, presente in spirito.

    Eravamo molto legati. Ho rieseguito una delle tante canzoni suonate e scritte assieme “Un Estate ed è Finito”. La cantammo nel tour 2002 de La Grande Onda . Questo brano ha doppiamente senso in questo disco.

    Dicevamo che questi brani sono diversi dai soliti. Una bella scommessa.

    Hai ragione, è un rischio, mi metto in gioco: si vince o si perde, piace oppure no. Una settimana fa ti avrei detto che ero ansioso ma, dopo l’anteprima, il riscontro è stato positivo, il disco ha colpito. La cosa bella sono le recensioni, i commenti profondi, la condivisione di certi affetti e intimità. Qualcuno ci ha visto la sua vita: alcuni frangenti accomunano tutti.

    A proposito di cose che accomunano. Anche tu andavi al Giulio Cesare. Quanto c’è di quegli anni e di quel liceo in Interno 7.

    Il “Giulio” aleggia e con lui Anguillara, Tortoreto, Villa Ada, altri luoghi del cuore della mia vita, tutti “nascosti”. Sono riservato, parto dal personale ma quando scrivo evito riferimenti diretti. Di ogni rima so di chi o cosa parlo ma le immagini devono essere evocative, per tutti, un linguaggio universale.

    Un ultima cosa?

    Bella

    Bella, come ci si salutava una volta.