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    Il caffè italiano è candidato a patrimonio UNESCO

     
    La candidatura è stata ufficializzata il 4 Novembre alla Camera dei deputati. Per novembre 2020 è attesa la proclamazione

    Tutti pazzi per il caffè. Anzi, tutti pazzi per “L’espresso tradizionale italiano”, questa è la dicitura tecnica che, secondo l’Unesco, distingue la nostra bevanda nera da quella del resto del mondo. Caffè concentrato, prodotto con la moka e con un certo tipo di miscele, diverso da quello di altri paesi che spesso, a noi italiani, sembra infuso di caffè più che caffè vero e proprio.

    Il “Consorzio di tutela espresso italiano tradizionale” ha annunciato il 4 novembre alla Camera dei Deputati, la candidatura del caffè “Espresso tradizionale italiano” come patrimonio immateriale dell’umanità. Il tentativo è quello di tutelare e promuovere la cultura italiana che, dopo la pizza, otterrebbe un altro riconoscimento della sua tipica cucina.

    La macchina per il “caffè istantaneo”, antenata della macchina per il caffè espresso, nasce in Italia nel 1884 da un’idea di Angelo Moriondo. Questo nuovo macchinario permetteva di produrre più caffè in meno tempo, così da poter soddisfare la grande richiesta dei clienti. Da qui, diversi altri personaggi, tra cui Luigi Bezzera, Desiderio Pavoni, Pier Teresio Arduino e Achille Gaggia, hanno contribuito a modificare la macchina fino ad ottenere il nostro caro caffè, un estratto denso e cremoso di cui non possiamo più fare a meno: un momento, quello del caffè, che fa parte della nostra cultura, dei nostri ritmi di vita, dei nostri incontri.

    E allora come veniva consumato prima di quest’invenzione? La “bevanda del diavolo” (così era chiamato dalla Chiesa intorno al 1500 a causa delle sue proprietà eccitanti) ha una storia lunghissima, le cui origini risalgono al medioevo. La pianta venne conosciuta in Africa, probabilmente in Etiopia, e da lì esportata in tutto il mondo. Tra i vari metodi succedutisi nel tempo, il più comune era quello di bollire il caffè, di farne appunto un vero e proprio infuso (in Turchia e in Bosnia ad esempio). Poi venne utilizzato un filtro, così da estrarre la sostanza del caffè con l’acqua.

    Una curiosità, sapete chi sono i più grandi consumatori di caffè del mondo? Gli italiani? Eh no, l’Italia è al dodicesimo posto, dopo Svizzera e Canada. Il primato spetta alla Finlandia, dove il consumo annuale di caffe è 5,9 Kg a persona. Sì, sembra assurdo che non siano gli italiani. Se ci pensiamo bene però, la motivazione risiede proprio nell’espresso: i finlandesi, e non solo, sono soliti bere caffè lungo e quindi consumarne, a parità di “momento caffè”, una quantità maggiore.

    Aspettiamo novembre 2020 allora,  ce chissà che dopo la pizza ed il caffè non arrivi anche il momento del mandolino!