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    I 70 anni di Tex: auguri Aquila della Notte

    Fotografia: La prima copertina di Tex (ANSA)

    Buon compleanno Tex. Compie 70 anni il duro del West creato nel 1948 da Giovanni Luigi Bonelli e dal disegnatore Aurelio Galleppini, in arte Galep, le cui avventure sono tuttora pubblicate da Sergio Bonelli Editore.

    Nel 1948, Galep fu chiamato da Tea Bonelli per dare un volto a due personaggi creati da Giovanni Luigi Bonelli, suo marito. Il primo, Occhio Cupo (36 pagine vendute al prezzo, non basso per quei tempi, di 30 lire), sparì dalle edicole dopo appena 6 numeri mentre Tex, nato come progetto secondario, conquistò il pubblico, un successo che continua ai giorni nostri. Riguardo l’ispirazione per i tratti del pistolero più famoso dei fumetti, l’ipotesi più accreditata parla di un mix dei lineamenti di Gary Cooper e di Galeppini.

    Per celebrare l’anniversario di uno personaggi dei comics italiani più longevi e famosi nel mondo, dal 2 ottobre al 27 gennaio il Museo della Permanente di Milano ospiterà TEX, 70 ANNI DI UN MITO. Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, la mostra racconterà come Tex sia riuscito, anno dopo anno, non solo a entrare a far parte delle abitudini di lettura degli italiani, conquistando generazioni diverse, ma anche a diventare un fenomeno di costume, un nome che non ha bisogno di presentazioni.

    Grazie a disegni, fotografie,alcuni materiali rari e altri mai visti prima, e attraverso installazioni a tema create appositamente per questo evento, la mostra racconterà Tex, l’avventuriero, il ranger, il saggio capo degli indiani Navajos, le storie ambientate sui sentieri polverosi del vecchio West e le sfide con il suo nemico di sempre: Mefisto, l’incarnazione del male.

    Chi è questo eroe? Tex è un uomo tra i 40 e i 45 anni (il suo passato viene in parte rivelato nell’albo Nueces Valley), vestito quasi sempre con un cappello Stetson, una camicia gialla, fazzoletto nero al collo, jeans, stivali e, ovviamente, cinturone e pistole. In alcuni casi, quando la sua strada si incrocia con quella dei nativi americani, indossa abbigliamento indiano, in particolare una giacca che sulle spalle ha il disegno di un’aquila nera.

    Suoi compagni di viaggio sono il ranger Kit Carson, Tiger Jack, guerriero navajo e suo fratello di sangue, e Kit Willer, figlio di Tex e di sua moglie Lilyth, una squaw figlia del sakem della tribù Freccia Rossa, morta a causa di un’epidemia di vaiolo, scatenata da un’organizzazione criminale che Aquila della Notte (nome preso dall’eroe al suo ingresso nella tribù della compagna) smantellerà.

    Nonostante sia ancora in attività, esistono due versioni dell’epilogo della saga bonelliana: la prima nel libro Tex Willer – Il romanzo della mia vita (Carson è morto e l’eroe è in procinto di affrontare un ultimo viaggio); la seconda nell’albo fuori serie “L’eroe e la leggenda”, nel quale, in un ospizio di New York, un anziano Carson narra a uno scrittore, che di cognome fa Bonelli, del suo primo incontro con l’amico e della sua fine, della quale non vengono rivelate le circostanze.

    Appassionati di Tex non preoccupatevi, Aquila della Notte sta benissimo e nonostante i 70 anni, rimane il 40enne dai lineamenti duri che tutti conosciamo.