Henry, viaggiatore straordinario a 22 anni

 

Henry Favre in sella al suo “Ciao” ha già percorso da Chicago a LA, l’intera penisola italiana, le vette più alte d’Europa e da Aosta all’isola di Skye. Oggi gli sponsor finanziano le sue imprese su mezzi improbabili e le aziende puntano su di lui. “Tutto merito della curiosità e della faccia da schiaffi” dice, e si prepara a trascorrere l’estate aiutando i suoi in gelateria: “mediterò sul prossimo viaggio”.

Henry, dove sei? da dove ci rispondi?

Da Aosta, dove sono nato ventidue anni fa.

Solo coraggio e voglia d’avventura o c’è un allenamento dietro la tua passione?

Per viaggiare con un Ciao serve un pò di coraggio, ma non serve allenarsi, a parte avere un buon senso e spirito dell’adattamento che ti porta a vivere appunto un’avventura, non essendo un semplice turista.

Durante i tuoi viaggi senti mai la solitudine?

La solitudine? Naaaaa! Quel silenzio dentro al casco non si può chiamare solitudine.

Certo, sento molto la mancanza delle polpette di mamma!

Viaggi da solo o in compagnia?

Viaggiare da solo ma con la testa di due persone mi piace di più!. Sono riuscito a creare questo personaggio. A parte l’avventura in America da Chicago a Los Angeles con papà su un Ciao (3948 Km percorsi), ho vissuto i momenti migliori viaggiando da solo. Condividere la stessa stanza, la stessa borraccia e gli stessi spazi per tanto tempo, per uno come me, dopo un po’ diventa davvero difficile.

Perché proprio con un Ciao, un simbolo a due ruote che non appartiene alla tua generazione?

Ho utilizzato in più viaggi il Ciao perché in casa c’era quello! Così, senza spendere soldi per moto luccicanti e veloci che non ti permettono di vedere la strada, i paesaggi e le persone che cambiano lentamente, sono partito con il nostro vecchio Ciao.

Quanto tempo hai trascorso in Ape car per raggiungere Capo Nord?

Per andare da Aosta a Capo Nord in ape e tornare a casa, percorrendo quei 10.182 Km con il mio amico Ludovico, ho impiegato due mesi e qualche giorno. Alla velocità massima di 60 km orari!

Come finanzi le tue imprese?

Grazie alla mia faccina da schiaffi riesco a finanziarmi con degli sponsor che mi permettono di fare ciò in cui credo. E così, viaggiando, ho iniziato a realizzare pubblicità per marchi e prodotti. Sono giovane, mi ritengo fortunato ad aver visto un sacco di posti e di aver macinato tanti chilometri a spasso per il mondo con mezzi improponibili. Sono riuscito a tirar fuori un personaggio che a quanto pare piace.

E’ grazie al mondo dei social che hai potuto inventare questo “mestiere” del viaggiatore?

Si, le aziende investono su di me facendomi realizzare i sogni, quindi i miei viaggi, in cambio di pubblicità sui social o su altre piattaforme. Quindi faccio, racconto e condivido, finché non mi stufo.

Qual è la tua marcia in più?

Credo che la marcia in più sia l’essere vero, proporre un Henry che scrive e si racconta sul web esattamente identico a quello che sono in realtà.

Cosa dicono i tuoi genitori di questa passione che hai trasformato in business?

I miei genitori hanno sempre permesso che facessi qualsiasi cosa purché fossi felice. Avendo un’attività di famiglia da tanti anni che li impegna molto, fin da piccolo ho dovuto imparare ad arrangiarmi e a stringere i pugni. E li ringrazio i miei genitori che, impegnati 15 ore al giorno in gelateria, mi hanno fatto crescere autonomo, curioso e pronto a risolvere i problemi.

Prossime sfide?

Al momento non ho ancora altre ambizioni, passerò l’estate in gelateria con mamma e papà e sicuramente salterà fuori qualche altro progetto di viaggio con mezzi inusuali. Seguitemi sui social e su www.henryfavre.it!

Cosa ti manca di più quando sei lontano?

Non nego che un cuscino starebbe davvero bene sulla sella del mio Ciao, viste le migliaia di chilometri che macina!

Henry non poteva non essere incluso tra i 18 protagonisti del “Free Travelers’ Awards”, il primo evento italiano che premia viaggiatori straordinari provenienti da ogni parte del mondo, testimoni di esperienze intense ed emozionanti; uomini e donne che da tutti i paesi si sono distinti per le straordinarie imprese realizzate. La manifestazione, presieduta da Giovanni Bozzetti, è stata ideata e prodotta da EFG Consulting e sponsorizzata unicamente dal Gruppo Free-Free Energia. La selezione dei viaggiatori è stata curata in collaborazione con il Dubai Travellers Festival, evento giunto con successo alla sesta edizione negli Emirati Arabi Uniti, ideato e diretto dallo Sceicco Awad Mohammad Bin Mejren.

 

 

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