Guerra fra chef stellati per lo ‘Jules Verne’

    Fotografia: Alain Ducasse accoglie i presidenti Macron e Trump (ANSA)

    Jules Verne, autore di romanzi ambientati nell’aria, nel profondo dei mari, nello spazio, nel sottosuolo, mai avrebbe immaginato che il suo nome sarebbe stato al centro di una contesa fra…chef.

    E’ finita in tribunale una disputa fra ‘stellati’ per il controllo e la gestione del ‘Jules Verne’ il prestigioso ristorante del secondo piano della Torre Eiffel che, esattamente un anno fa, Emmanuel Macron fece chiudere per una sera destinandolo alle due coppie presidenziali che stringevano amicizia, lui con Brigitte, Donald Trump con Melania.

    Ai fornelli, come da 10 anni, il pluristellato Alain Ducasse, cuoco più titolato di Francia che rischia di essere sloggiato a vantaggio degli avversari Thierry Marx e Frederic Anton, che prenderebbero per il decennio che comincia a settembre il suo posto. Un affronto che Ducasse non può digerire e che – secondo quanto anticipato oggi da Le Parisien – lo ha portato a ricorrere al TAR per far annullare i risultati del concorso per il rinnovo della concessione.

    La Società che gestisce la Torre, il gruppo Sete, ha fatto sapere la settimana scorsa che il risultato della gara è stato sfavorevole al celeberrimo chef monegasco, che dovrebbe quindi fare i bagagli e abbandonare non soltanto il “Jules Verne” ma anche la “Brasserie 58”, i punti vendita di pasti veloci e persino la mensa della Sete. Ducasse e i suoi avvocati hanno trovato il motivo sul quale fare leva: a gestire per la Sete la gara d’appalto è stata la società di consulenza Nova Consulting che, però, “risulta essere stato in passato consulente strategico di Sodexo“, la società alla quale fa capo la coppia di chef vincenti, Marx-Anton (chef rispettivamente al ‘Pre Catalan’ e al ‘Sur Mesur’ dell’hotel Mandarin Oriental di Parigi).

    L’avvocato Thiriez, che difende gli interessi di Ducasse, afferma quindi che l’attribuzione dell’appalto “è totalmente priva di imparzialità, poiché i punteggi attribuiti sono quasi sistematicamente favorevoli al concorrente” del suo cliente. Inoltre, il legale di Ducasse fa notare che il canone in favore della Sete per il quale il suo cliente si era impegnato era di 15,2 milioni di euro, contro i 14 proposti dalla coppia avversaria. La vicenda – prima ancora che nelle mani del tribunale – dipende ora dal Comune di Parigi, che ha un mese per decidere se confermare o annullare la decisione. La Sete si è limitata a precisare che la procedura di assegnazione della gestione dei ristoranti “è ancora in corso”. Sottolineando che se Nova Consulting è stata consulente per la Sodexo, “lo è stata in passato anche per il concorrente Elior“, società a cui fa capo proprio Ducasse.

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