fbpx

    Greta Thunberg stuprata da un’azienda petrolifera

    Fotografia: Getty Images/Twitter
    Il riferimento alla giovane attivista Greta Thunberg è vergognosamente palese. Ritratta di spalle e nuda, con il suo nome sulla schiena, mentre un uomo le tira le trecce. L’azienda petrolifera canadese, incredibilmente, sceglie questa squallida immagine per una campagna promozionale. 

     

    È al limite del surreale quello che è accaduto in questi giorni in Canada.

    Al limite del surreale, almeno, in quello che dovrebbe essere il mondo, oggi, dopo secoli di emancipazione, di sangue e ingiustizie, di lacrime e di martiri e di lotte – troppe lotte – per una tanto agognata libertà.

    L’azienda petrolifera X-Site Energy Services avrebbe scelto questa preoccupante immagine per una campagna promozionale, stampata per giunta su adesivi da apporre sugli elmetti dei dipendenti.

    L’immagine sotto accusa ritrae la giovane attivista minorenne (ci teniamo qui a ricordare il dettaglio dell’età) di spalle, nuda, mentre le braccia di un uomo le tirano le trecce.

    Non è fraintendibile il soggetto dell’immagine, dato il semplice fatto che, nella parte inferiore della schiena, è stampato il suo nome: Greta.

    Tutto ciò a voler evidentemente rappresentare – in maniera volgare e aberrante – lo sfrontato menefreghismo dell’azienda riguardo la politica ecologista che la diciassettenne svedese, giustamente, cerca di diffondere al mondo.

     

    Denunciare, sempre

    La denuncia è partita da un coraggioso gesto di un’addetta ai lavori nel campo del petrolio, che non è rimasta indifferente davanti a tanta barbarie.

    La donna, di nome Michelle Narang, ha infatti chiamato il direttore generale di X-Site, Doug Sparrow, per chiedere spiegazioni su un gesto tanto folle e impensabile; domandandogli, provocatoriamente, se fosse conscio del fatto che l’immagine potesse incitare allo stupro di minore.

    Tuttavia – come riportano i colleghi di HuffPost Canada – Sparrow si è estraniato dalla vicenda, rispondendo con queste davvero preoccupanti e poche parole:

    Greta non è una bambina, ha 17 anni.

    Nell’immagine incriminata però (basta guardarla) compare il logo dell’azienda e, secondo le parole di un dipendente della stessa:

    L’adesivo è stato distribuito come materiale promozionale da attaccare sugli elmetti.

    Pedopornografia?

    L’immagine, ovviamente, ha fatto in poco tempo il giro del mondo, suscitando l’indignazione di migliaia e migliaia di persone.

    Nonostante ciò, la Royal Canadian Mounted Police ha stabilito che tale immagine non può essere considerata pornografia infantile.

    Effettivamente non ci sono gli estremi per una denuncia di questo tipo, ma ciò non toglie la pericolosità e la gravità di quello che – volente o nolente – rappresenta un chiaro messaggio, più che uno spot promozionale.

     

    La risposta dell’azienda

    La X-Site Energy Services si è comunque scusata ufficialmente sul proprio sito attraverso un comunicato ufficiale.

    Così facendo ha assunto la piena responsabilità dell’accaduto; ma non ci vuole molto a capire che è solo una questione di formalità, suscitata dalla paura di perdere profitti.

    Non ci vuole molto, anche in senso materiale.

    Basti guardare ad un video di sole tre settimane fa in cui l’azienda chiede ai propri follower su Instagram se intitolare – evidentemente in maniera provocatoria – la linea più efficiente del loro carburante proprio “Greta”.

    Ecco il post:

     

    La risposta di Greta

    Molto più matura e sensata è apparsa invece la risposta a questo ennesimo attacco da parte della giovane speranza dei nostri tempi.

    Greta Thunberg, infatti, è intervenuta con un post su Twitter, scrivendo:

    Stanno diventando sempre più disperati. Questo dimostra che stiamo vincendo.

    E probabilmente, questa piccola e bellissima luce della nostra epoca, ha ragione.

    Ecco il tweet di Greta: 

     

    È al limite del surreale – dicevamo in apertura – tutto quello che è accaduto in questi giorni.

    Tuttavia, senza troppi giri di parole, la vicenda rappresenta il triste ritratto della nostra società contemporanea.

    Una società indifferente e insensibile ai problemi legati così strettamente alla propria sopravvivenza; troppo dipendente ormai dalla droga più potente di tutte: il denaro.

    Fortunatamente esistono ancora dei brandelli di luce in tutta questa oscurità.

    E noi, noi che non stiamo in silenzio, noi che – nel piccolo e nel grande – cerchiamo di cambiare le cose e smuovere le coscienze, noi che non siamo indifferenti verso la vita…

    noi preferiamo rappresentare Greta Thunberg nel modo in cui merita di essere rappresentata.

    Cosi:

    Credits: Time.com