fbpx

    Grazia Schiavo, incantati dalla sua elegante bellezza

    Fotografia: Benedetta Ristori
    ​Quando s’incontra Grazia Schiavo si rimane incantati dalla sua elegante bellezza. Occhi azzurri come il mare, capelli ramati, gambe lunghissime, mani sottili e un sorriso che abbaglia. Una bellezza che potrebbe intimorire.

    Eppure l’attrice romana riesce con una naturale simpatia a mettere tutti a proprio agio. E’ alla mano, sempre sorridente, e soprattutto possiede il dono di una grande ironia, la stessa che ripone nei suoi personaggi al cinema e in teatro (Faccio un salto all’Avana, Poli Opposti, Al posto tuo) come Sara, un avvocato tutto d’un pezzo, che vedremo nella simpatica commedia romantica, Divorzio a Las Vegas (nelle sale dall’8 Ottobre) diretto da Umberto Carteni, con Giampaolo Morelli,  Andrea Delogu, Ricky Menphis e Gianmarco Tognazzi.

    ​«Sara è una donna rigorosa, apparentemente sicura, che crede nella sua professione e la porta avanti con determinazione – ci racconta Grazia Schiavo – Sarà proprio lei a scoprire e a comunicare alla sua amica Elena (Andrea Delogu) che l’imminente matrimonio con il ricchissimo Giannandrea (Gianmarco Tognazzi) non potrà avere luogo se non dopo aver annullato quello precedente con Lorenzo (Giampaolo Morelli) un ghostwriter di politici sia di destra che di sinistra, che vive con l’amico Lucio ( Ricky Menphis) in crisi economica dopo il divorzio dalla moglie. Un matrimonio folle, contratto dai due quando avevano solo 20 anni, in una notte a Las Vegas a base di peyote. Da qui parte tutta l’avventura.»

    Un personaggio austero che invece riesce a diventare molto simpatico.

    «Sara ha alle spalle un divorzio e un grande vuoto affettivo. Il suo lavoro diventa per lei una corazza dietro cui mascherare fragilità e bisogni. Rimane fino a tardi al lavoro, non ha una gran vita sociale ma un incontro speciale la disarmerà tanto da mettere allo scoperto il suo lato più umano, tenero e anche un po’ folle.»

    È una commedia corale dove si percepisce una grande sintonia fra voi.

    «Ed è reale! Si vede anche dai video e dalle foto che, con Andrea (Delogu), abbiamo postato sui social e che rivelano un dietro le quinte di un gruppo davvero affiatato. Con Gianmarco Tognazzi poi ci conoscevamo da tanti anni perché abbiamo frequentato l’accademia di Beatrice Bracco e ci siamo divertiti a ricordare quei momenti. Forse anche il fatto di essere tutti insieme all’estero, un po’ come un viaggio, ha dato una spinta maggiore a questo bel clima.»

    E’ nata anche una bella amicizia con Andrea Delogu.

    «Andrea l’amo davvero e non come si dice spesso a tutti nel nostro ambiente: ti amo, ti adoro.. Noi ci siamo proprio trovate e sul set è nata una bella amicizia. E’ una persona sensibile, intelligente ironica, ci siamo piaciute da subito. Mi ha ringraziato pubblicamente perché l’ho sostenuta durante la lavorazione, in fondo era il suo debutto, la sua prima volta sul set. Alla fine cosa ho fatto di speciale? Le sono stata vicino, sono stata accogliente. So bene cosa vuol dire stare su un set per la prima volta è la stessa sensazione che si prova quando si torna al cinema dopo un po’ di tempo..  e Andrea tutto questo lo ha apprezzato tantissimo.»

    La comicità per una donna è una scelta coraggiosa e difficile, non trova?

    «Ho scoperto di essere comica già dai primi corsi di recitazione. Ricordo che nell’improvvisazione suscitavo tanta ilarità soprattutto quando lasciavo andare la mia parte più naïf, quella spontaneità che secondo me abbiamo tutti, ma che spesso tendiamo a mascherare per paura di sembrare ridicoli. Per me è stato un modo per fuggire anche dalla mia femminilità di cui avevo timore e nello stesso tempo però, mi ha dato il coraggio di buttarmi dentro personaggi improbabili, che mi hanno fatto incontrare ottimi registi, (Luchetti, D’Alatri, Tornatore, Genovese)  soprattutto in pubblicità, dove ho lavorato tanto. Ma ero una contraddizione in termini: Una bella ragazza comica? Difficile sì.»

    La pubblicità le ha fatto incontrare Dino Risi.

    «Mi chiamò proprio perché era rimasto colpito da una pubblicità per un detersivo in cui mi soffiavo un ciuffo in modo comico. Un gesto che gli era piaciuto tantissimo. Stava preparando la miniserie, Le ragazze di Miss Italia, l’ultima regia della sua vita. Mi propose un ruolo forte, quello di un transessuale, anche se non era convinto. Mi disse: Sei troppo femminile! Gli risposi: Maestro mi lasci fare! Al provino portai il monologo del trans di Tutto su mia madre di Almodovar e Risi rimase così colpito che mi disse: Mi hai messo spalle al muro, il ruolo è tuo. Una delle più grandi gioie della mia vita.»

    In futuro cosa vedremo di Grazia Schiavo?

    «Mi piacerebbe tanto cimentarmi nella regia cinematografica. Raccontare una storia, anzi una mia storia. Vorrei avere la possibilità di mostrare altre parti di me. In questi ultimi anni ho raggiunto una maggiore consapevolezza di me stessa. Le insicurezze non le nascondo più dietro una maschera, ma le metto al servizio dei personaggi, o meglio ancora, delle storie da raccontare. Ecco, vorrei avere questa opportunità.»