Google “sgrida” gli utenti: troppo tempo online

    Fotografia: Smartphone come prigioni (Shutterstock)

    Una volta i genitori sgridavano i figli perché passavano troppe ore davanti alla televisione e decidevano cosa potessero guardare e cosa no (ricordate la leggenda metropolitana che i cartoni animati giapponesi avrebbero dato vita a una generazione di violenti?).

    I tempi cambiano. L’evoluzione tecnologica ha portato le immagini dal tubo catodico, alle più eleganti televisioni a schermo piatto, fino ad arrivare a smartphone e tablet, ai quali si incollano non solo i ragazzi ma anche i papà e le mamme, spesso perdendo la cognizione del tempo.

    In questa situazione, i colossi hi-tech hanno iniziato a ricoprire il ruolo di genitori, redarguendo queste due due generazioni sull’utilizzo eccessivo dei device.

    Ritrovar la ‘gioia di perdersi qualcosa’ invece di rincorrere le notifiche”. Ad affermarlo non è qualche psicologo ma Google che, in un post sul proprio blog, descrive i risultati di uno studio sulla dipendenza da cellulare, insieme ad alcune misure consigliate per limitare il problema. La ricerca, presentata in questi giorni durante una conferenza a Barcellona, si basa su dati raccolti attraverso interviste in diversi paesi del mondo, dagli Usa alla Svizzera.

    Sorprendentemente abbiamo trovato poche differenze tra le diverse culture, paesi, generi, età o tipo di dispositivo utilizzato – scrivono gli autori – Gli smartphone riempiti di social media, email e app creano un costante senso di obbligo, e uno stress personale“. A contribuire al problema secondo lo studio sono due fattori, la natura stessa delle app, progettate per coinvolgere il più possibile l’utente, e un senso di obbligo che impone ad esempio di rispondere subito ai messaggi. Il risultato finale è appunto la ‘paura di perdersi qualcosa’, chiamata Fomo, acronimo per ‘fear of missing out’, che andrebbe invece trasformata in Jomo, ‘Joy of missing out’. Per contrastarla Google ha inserito in Android la sua Digital Wellbeing Dashboard, una serie di applicazioni che monitorano l’utilizzo avvertendo l’utente quando esagera e permettendo ad esempio una disconnessione almeno parziale.Le persone vogliono poter mettere da parte lo smartphone ogni tanto – conclude il post – senza preoccuparsi di perdere qualcosa di urgente e sentendosi comunque in controllo del dispositivo. Abbiamo la responsabilità di renderlo più facile“.

    Nei mesi scorsi, un primo warning era arrivato dal Ceo di Apple, Tim Cook, che, a un evento organizzato da Fortune, aveva “denunciato” che la gente trascorreva troppo tempo sugli iPhone.

    In seguito anche Instagram, social di proprietà di Facebook, ha ammesso che sia sbagliato “vivere” sui telefonini, lavorando a una funzione per mostrare agli utenti il tempo trasmesso sulla app.

     

     

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