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    Google dice no a un…JEDI del Pentagono

    Fotografia: Il Pentagono (Shutterstock)

    Google non torna sui suoi passi. A giugno, l’azienda di Mountain View aveva rotto un contratto con la Difesa a seguito di alcuni licenziamenti ai vertici e una lettera firmata da 4000 dipendenti indirizzata al Ceo Sundar Pichai, nella quale si chiedeva di non produrre tecnologia militare.

    Oggi, Big G ha deciso di non partecipare a un grande bando del Pentagono per i servizi di cloud, perché il progetto potrebbe essere in conflitto con il codice etico della compagnia sull’uso pacifico dell’Intelligenza Artificiale.

    Il progetto, chiamato Joint Enterprise Defense Infrastructure Cloud, o JEDI, ha un valore di 10 miliardi di dollari, e prevede la migrazione su cloud commerciali di tutti i dati del Dipartimento della Difesa statunitense. “Non stiamo partecipando al bando prima di tutto perché non abbiamo rassicurazioni sul fatto che Jedi rispetterebbe i nostri principi sull’Intelligenza Artificialespiega l’aziendaInoltre abbiamo deliberato che c’erano parti dell’appalto che andavano oltre le nostre certificazioni governative“.

    La mossa risponde alle crescenti pressioni dei lavoratori delle industrie tecnologiche sull’utilizzo delle nuove tecnologie per scopi militari, che sta coinvolgendo ad esempio anche lo sviluppo di ‘robot killer’. La ‘vittoria’ è stata rivendicata anche dalla Tech Workers Coalition, un gruppo nato proprio per ‘dare più voce ai lavoratori dei gruppi hi tech’. “Google aveva tutte le intenzioni di partecipare, e se possibile vincere, a questo contratto – scrive la coalition su Facebook – L’unica ragione per cui si sono ritirati è perché i lavoratori hanno preso posizione“.