Gli automobilisti italiani puntano su ibride, elettriche e car sharing

    Fotografia: Auto elettriche in crescita (ANSA)

    In Europa, il mercato dell’automobile sta cambiando profondamente, con case produttrici che rinunciano alle vetture diesel, per puntare sui veicoli, ibridi, elettrici o sulle nuove tecnologie come l’idrogeno.

    Per quanto riguarda gli automobilisti italiani, invece, due su tre puntano sulla macchina privata ma uno su due è orientato verso il veicolo elettrico o ibrido e si stanno affermando forme di mobilità alternativa, a partire dal car sharing, sperimentato dal 19,4% degli intervistati.

    È quanto emerge da una ricerca di Ey realizzata su un campione di 1.500 consumatori italiani, presentata oggi a Milano, insieme all’iniziativa ‘Ey mobility think thank’, a cui hanno aderito 35 Ceo, finalizzata ad accelerare la creazione di un ecosistema integrato della mobilità.

    Si calcola che in Italia il mercato automotive, esteso ai servizi di mobilità, valga 200 miliardi di euro, di cui 91 miliardi relativi al settore auto in senso stretto, e rappresenti oltre il 10% del Pil“, afferma l’amministratore delegato di Ey in Italia, Donato Iacovone, sottolineando come “la trasformazione in atto sia una straordinaria opportunità di crescita per il Paese che richiede la cooperazione di tutti i player, pubblici e privati“.

    Tra gli italiani, soprattutto giovani, emerge infatti un cambio di mentalità, in quanto, secondo la ricerca, stanno passando dal possesso all’utilizzo del veicolo e sono aperti alla mobilità condivisa (il 2% usa abitualmente il car sharing ed è un trend in crescita). Inoltre le nuove tecnologie sono più mature e accessibili e si prevede che, entro il 2020, l’80% delle auto vendute in Italia sarà connessa.

    Quasi un italiano su tre sceglierebbe un’auto ibrida se dovesse cambiarla nei prossimi tre anni, e il 17,4% un’elettrica, mentre, solo il 14,2% sceglie l’alimentazione a benzina e il 23,2% il diesel. L’auto di proprietà viene preferita soprattutto per spostamenti extra professionali (73,3% degli intervistati), quindi non per andare al lavoro. Per spostarsi in città, molti scelgono i mezzi pubblici (63,3% tra spostamenti professionali e non), mentre, per coprire le lunghe distanze la maggioranza non si mostra propensa ad utilizzare mezzi pubblici come il treno (solo il 6,4% sceglie l’alta velocità e il 13,3% i regionali). In generale, nella scelta del mezzo, gli italiani guardano soprattutto alla comodità (54%), alla libertà (23,7%) e alla velocità (23,6%): sono disponibili a cambiare abitudine per una soluzione più funzionale ai propri spostamenti, anche fornita dai mezzi pubblici. Per quanto riguarda le modalità alternative di spostamento, la sharing mobility è utilizzata prevalentemente per spostarsi nel tempo libero (71,4%) e, in modo minore, per andare al lavoro (24,5%).

     

     

     

     

     

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