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    Ginevra Elkann regista: “è il mestiere che voglio fare”

    Fotografia: Ansa Foto

    Esce con il film “Magari”, storia autobiografica di figli di genitori separati. Il film, in uscita a marzo 2020, apre questa sera il 72/o Film Festival di Locarno

    Ginevra Elkann, nipote di Gianni Agnelli, a quarant’anni sale alla ribalta: debutta come regista con il filmMagari“. Una produzione italo-francese, con protagonisti Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher, il film ripercorre l’infanzia di tre fratelli, figli di genitori divorziati fra fine anni Ottanta e inizio dei Novanta. Una storia che potrebbe svelare intrecci psicologici e autobiografici importanti, voluti dalla stessa regista. La pellicola, in uscita in tutte le sale italiane nel marzo 2020, apre questa sera il 72/o Film Festival di Locarno.

    La Elkann ha raccontato una storia, con mano delicata e ispirata, di 3 figli di genitori separati, Alma (la più piccola, quasi una voce narrante), Jean e Sebastiano che vivono a Parigi con la madre dalla fede russo-ortodossa, costretti a un periodo di vacanza per le feste natalizie teoricamente a Courmayeur, ma in realtà in una villetta a Sabaudia via Roma insieme al padre (Scamarcio), sceneggiatore scombinato con una nuova ennesima compagna (Rohrwacher). Ne emergono sofferenze profonde e incomprensioni, con la bambina che più di tutte desidera la ricostituzione della famiglia, ma al centro il tema è l’amore.

    «E’ stata una grande sfida, una bellissima avventura, è il mestiere che voglio fare da quando avevo 14 anni e finalmente ce l’ho fatta ora che ne ho quasi 40», è una Ginevra Elkann chiaramente felice, anche se si esprime con misura, semplicità e modestia.

    «Non è del tutto una storia autobiografica, ma non nego che anche io fin da piccola ho avuto il desiderio che ci si potesse riunire tutti insieme di nuovo. Non sono io Alma e Jean non è Lapo. Però l’inconscio può avere avuto un suo ruolo», tanto che nella pellicola mette per brevi istanti anche i suoi figli e il fratello John come generici, mentre i tre giovani attori sono i pargoli di amici di famiglia. «Diversi riferimenti sono al mio passato – precisa Ginevra, rispetto al personaggio della moglie di Scamarcio che è ossessionata dalla fede e dai riti – nella mia famiglia sono convissute diverse culture, lingue e religioni».