Giappone, la terra degli highlander

    Fotografia: La terra dei Samurai ha il record di centenari (Shutterstock)

    Dopo le leggende sulla longevità degli ultracentenari di Okinawa, isola nipponica dove la morte si diceva non arrivasse mai, i dati statistici hanno confermato la propensione dei giapponesi a superare la soglia dei 100 anni.

    Okinawa è stato il primo luogo della terra del sol levante associato alla lunga vita, secondo molti favorita dalla tipica dieta locale a base di pesce e soia e dalla diffusione della pratica delle arti marziali fra la popolazione.

    Oggi, il numero dei centenari in Giappone tocca quota 70mila, con le donne che rappresentano quasi il 90% del totale. Lo ha reso noto il Ministero della Salute nipponico, che indica come si tratti del quarantottesimo anno consecutivo di crescita, grazie ai progressi della medicina e in generale al miglioramento delle pratiche igieniche e sanitarie degli individui. Le cifre sono state comunicate in concomitanza con la festività del prossimo lunedì, che celebra la Terza età in Giappone. Gli uomini centenari hanno raggiunto quota 8.331, mentre le donne sono ben 61.454: l’88,1% dell’intero campione. La donna più anziana in Giappone si chiama Kane Tanaka, ha 115 anni e vive nella città di Fukuoka. Il signor Masazo Nonaka, invece, a 113 anni è stato riconosciuto lo scorso aprile dal Guinness dei Primati come l’uomo più anziano al mondo.

    Un record che potrebbe proseguire dato che, secondo una ricerca italiana condotta dall’università Sapienza di Roma, in collaborazione con quelle di Roma Tre, Berkeley e Southern Denmark, e l’Istat, non è stato trovato un limite alla longevità umana: arrivati a 105 anni il rischio di morire si stabilizza e rimane costante. Ciò significa che dopo questa età diventa impossibile dire quale sia il limite della durata della vita umana.

    In Giappone, dunque, sale il numero degli anziani ma cala la popolazione nazionale per il settimo anno consecutivo. La stessa bomba demografica potrebbe esplodere in Italia: troppi anziani, sempre meno persone e una maggior richiesta di assistenza domiciliare. Nel 2050, infatti, ci saranno due milioni e mezzo di italiani in meno e gli over65, oggi un quarto della popolazione, diventeranno più di un terzo (20 milioni di persone, di cui oltre 4 milioni avranno più di 85 anni).

    L’Italia, intanto, rimane il secondo Paese in Europa – dopo la Spagna – dove si vive di più, in media 83,4 anni, con un picco di oltre 84 anni a  Trento e Bolzano.

    Alla fine, il segreto di lunga vita rimane lo stesso: dieta sana, attività fisica e aria buona.

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