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    Fumo: vizio in calo in Europa ma italiani pecore nere

    Fotografia: In Europa si fuma meno (Shutterstock)

    Per anni la lotta al tabagismo è sembrata una sfida colossale ma, secondo una ricerca europea, tra il 1980 e il 2010, 50mila fumatori del vecchio continente, il 43% del totale avrebbero abbandonato le ‘bionde’.

    I nostri risultati – spiegano i ricercatori dell’Università degli Studi di Verona, coinvolta nella ricerca – indicano che in Europa c’è una consapevolezza crescente degli effetti nocivi del fumo, soprattutto in gravidanza. Infatti, la maggior parte delle donne smette di fumare attorno ai 30 anni, probabilmente in seguito alla prima gravidanza: 50 fumatrici su 1000 smettono ogni anno in Europa meridionale e 80 su 1000 in Nord Europa, e l’età in cui si smette tende a coincidere con l’età media della prima gravidanza nelle diverse regioni europee considerate (26-27 anni in Est Europa, 30-31 in Europa del Sud). Questo indica che proteggere il bambino durante la gravidanza è la motivazione più forte nella decisione di smettere di fumare per le donne“.

    Nel vecchio continente, mentre in Scandinavia e Regno unito, ogni anno, 50 fumatori su 1000 smettono di fumare, in paesi quali Italia, Spagna, Portogallo, sono solo 30 su 1000 ad abbandonare le sigarette. “Serve, quindi – commenta Alessandro Marcon, tra gli autori dello studio – mettere in atto politiche più efficaci per ridurre ulteriormente il numero di fumatori in Italia e nel Sud Europa. Occorre inoltre aumentare gli sforzi per diminuire l’accesso al fumo nei più giovani, visto che, da quanto emerge dalle nostre ricerche, iniziare a fumare durante la prima adolescenza porta a una dipendenza più forte“.