Francesco Apolloni racconta i “Malati di sesso”

Fotografia: (Marco Barbaro)

Intervista a Francesco Apolloni, dal 7 giugno al cinema con “Malati di sesso”, il film che ha scritto ed interpretato diretto da Claudio Cicconetti. Negli stessi giorni esce “Perso a Los Angeles”, il suo ultimo romanzo, la storia di un giovane chef alla ricerca della ricetta perfetta…

 

A lui, Giacomo (Francesco Apolloni), modesto autore televisivo, le donne piacciono davvero tutte e davvero troppo; lei, Giovanna (Gaia Bermani Amaral), affermata mental coach, non è capace di dire di no e finisce per concedersi anche a chi non la merita.. E se dietro l’irrefrenabile compulsione sessuale di entrambi si nascondesse solo un disperato bisogno d’amore?. “Malati di sesso”, il film scritto da Francesco Apolloni e Manuela Jael Procaccia, in sala dal 7 giugno con la regia di Claudio Cicconetti, si propone di indagare, con ironia e sincerità, le fragilità del nostro tempo, quelle ossessioni più o meno invalidanti che caratterizzano una generazione intera e di conseguenza i suoi sempre più complicati rapporti amorosi.

“Ho pensato di raccontare le storie di due veri conquistatori, due moderni Casanova, un uomo e una donna”, dice a Maxim Francesco Apolloni, autore del soggetto, della sceneggiatore ed interprete. “L’idea me la diede anni fa un’amica e grande attrice, Claudia Gerini, quando mi disse che gli uomini, per sedurre, portano a letto la donna, mentre la donna, per sedurre l’uomo, diventa un po’ quella che lui vuole, si immedesima nel suo sogno”. Strade diverse per raggiungere lo stesso fine, quello della conquista, “che non serve per autocelebrarci ma per convincerci che valiamo qualcosa, che anche noi lo meritiamo, che possiamo farcela”, sottolinea Apolloni che si definisce “un esperto di questi temi, avendo in passato cercato amore in modo scomposto e scoordinato proprio attraverso le conquiste”.

Cerchiamo tutti la stessa cosa?

Cerchiamo tutti una persona da amare, anche se non lo confessiamo.

Siamo abbastanza infelici?

Direi di sì! Questa è la condizione di partenza, siamo infelici perché non lavoriamo sulla trasformazione delle nostre vite che poi è la parte più interessante.

Tu sei riuscito a “trasformare”?

Sono nato alla Magliana negli anni’70 da una ragazza madre. E’ stato “formativo” direi; sentivo una mancanza, un vuoto dentro, a lungo ho creduto di non meritare di essere felice ma era un pensiero distorto e grazie al lavoro ho potuto affrontarlo. Oggi sono un essere umano migliore di dieci anni fa.

Mentre al cinema esce “Malati di sesso”, prodotto da Roberto Capua per Action Brand, che ti vede protagonista insieme a Gaia Bermani Amaral, con Elettra Capuano e Fabio Troiano, Albatros pubblica il tuo ultimo romanzo, “Perso a Los Angeles”, ebook dal 30 maggio e nelle librerie da settembre. 

E’ la storia di un giovane chef che parte, alla ricerca di una ricetta perfetta e alla scoperta di un padre che non conosce. Un romanzo di formazione sentimentale dove non conta il punto di partenza o d’arrivo ma il percorso.

Anche lui in cerca di una chiave per essere finalmente felice?

E’ ciò che accomuna il protagonista del film malato di sesso e lo chef alla ricerca di un padre mai conosciuto. Li muove il bisogno d’amore.

Nel libro hai inserito una componente interattiva..

Sì, lungo tutta la storia ho inserito fotografie, link e ricette. Per permettere al lettore di attraversare i bar, i quartieri, i profumi vissuti dal protagonista.

 

Francesco Apolloni presenta “Perso a Los Angeles” il prossimo 8 giugno alla libreria Mondadori di via Piave a Roma.

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