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    Fonzie, Trono di Spade e guerra fredda: gli Emmy!

    Fotografia: Il cast del Trono di Spade festeggia (ANSA)

    A Fonzie, il personaggio che gli ha dato fama televisiva, sarebbe bastato uno schiocco di dita per ottenerlo, Henry Winkler, invece, ha dovuto attendere oltre 20 anni per vincere il suo primo Emmy Award.

    Il protagonista della popolare sitcom Happy Days si è aggiudicato l’agognata statuetta alla 70esima edizione degli Oscar della tv che, per la decima volta, è andata in scena al Microsoft Theater di Los Angeles. La star, oggi 72enne, è stata premiata come Miglior attore non protagonista brillante per il ruolo di Gene Cousineau in Barry.

    L’edizione 2018 degli Emmy verrà ricordata inoltre per il trionfo della serie comica La fantastica signora Maisel, capace di portarsi a casa ben cinque riconoscimenti: Miglior serie brillante, Miglior attrice con Rachel Brosnahan, Miglior attrice non protagonista con Alex Borstein, Miglior sceneggiatura e Miglior regia con Amy-Sherman Palladino, già sceneggiatrice e creatrice di due serie cult come Pappa e Ciccia e Una mamma per amica.

    Tra le miniserie invece, a fare la voce grossa è stata The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story. L’ultimo gioiello nato dal genio di Ryan Murphy, che racconta l’omicidio dello stilista Gianni Versace – avvenuto a Miami il 15 luglio 1997 – è stato premiato come Miglior miniserie, per il Miglior attore protagonista con Darren Criss e per la Miglior regia proprio con Murphy. Nella stessa categoria Jeff Daniels (Godless) è risultato essere il Miglior attore non protagonista mentre il riconoscimento per la Miglior attrice è andato a Regina King (Seven Seconds).

    Il premio più ambito, quello per la Miglior serie drammatica, è andato alla settima stagione de Il Trono di Spade. Lo show targato HBO ha visto gioire ancora una volta il suo Folletto, Peter Dinklage, alla sua settima nomination (sempre da quando la serie è iniziata), che è risultato essere per la terza volta il Miglior attore non protagonista.

    Claire Foy, che dalla prossima stagione dirà addio al ruolo della Regina Elisabetta II in The Crown, è la Miglior attrice protagonista drammatica. Nulla da fare invece per Sandra Oh (Killing Eve), alla quale non resta che consolarsi con quella che passerà alla storia come la prima nomination di un’attrice di origini asiatiche. Matthew Rhys, star di The Americans, è il Miglior attore protagonista in una serie drammatica. Lo show, avvincente e storicamente accurato racconto dell’America della Guerra Fredda è alla sua quinta e ultima stagione. Solo un riconoscimento invece per Westworld con Thandie Newton (Miglior attrice non protagonista).

    La serata, condotta da Michael Che e Colin Jost, ha visto anche quello che molto probabilmente verrà ricordato come il momento più romantico della storia degli Emmy Award. Glenn Weiss, il regista dell’ultima Notte degli Oscar, durante il suo discorso di ringraziamento ha chiesto alla fidanzata Jan Svendsen di sposarlo, tra lo stupore dei presenti e della stessa Svendsen che, anello al dito, ha accettato in mondovisione la proposta di matrimonio.

    Sul palco del Microsoft Theater c’è stato il tempo anche per rendere omaggio alla 96enne Betty White, attrice con la più lunga carriera nella storia della tv (80 anni) e prima donna a vincere – nel 1983 con Just Men! – un Daytime Emmy come Miglior presentatore.

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