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    #FFF migliaia di ragazzi in piazza, è tempo di cambiare

    Fotografia: Raffaele Marino
    Friday For Future, l’onda verde torna in piazza, dalla protesta solitaria di Greta Thunberg a più di un milione di persone in 160 città italiane. Nessun simbolo politico, solo richieste di cambiamento al grido di “There is no planet B”.

    Oggi qualcuno ha scritto la storia, una storia nuova, quella di giovani che tornano in piazza e chiedono a gran voce una cosa sola, al di là del colore politico: aprire gli occhi e mobilitarsi per fermare il cambiamento climatico. Si stimano un milione di persone nelle piazze di 160 città italiane, per il Friday For Future, con lo slogan: “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”.

    Gli studenti italiani, ma non solo, rispondono al grido d’aiuto del pianeta e alla chiamata di Greta Thunberg, scendendo in piazza, senza simboli politici, uniti dalla necessità di cambiamento, qui ed ora. Tanti i cartelli che chiedono in maniera provocatoria un cambiamento urgente delle politiche ambientali: da ‘diritto al futuro’ a ‘stop emission’, passando per ‘vi siete goduti le stelle e ci avete lasciato un cielo a pecorelle’ o ‘ci avete rotto il clima’.

    Lunedì scorso si è tenuto a New York il summit delle Nazioni Unite per il clima, uno degli appuntamenti più importanti della settimana. Nei giorni scorsi centinaia di migliaia di studenti sono scesi in strada in diverse nazioni tra cui Australia, Thailandia, Indonesia e India.

    L’Italia ha aderito alla “Settimana per il clima”, facendo da chiusura alla settimana di sensibilizzazione alle problematiche ambientali. Quello di oggi è stato il terzo sciopero globale, realizzato per imporre all’agenda politica di tutti gli Stati la necessità di azioni concrete. Sull’account Fridays for future le richieste alla politica sono così elencate: “Fuori dal fossile: raggiungimento dello 0 netto di emissioni a livello globale nel 2050 e in Italia nel 2030, per restare entro i +1.5 gradi di aumento medio globale della temperatura; tutti uniti, nessuno escluso: la transizione energetica deve essere attuata su scala mondiale, utilizzando come faro il principio della giustizia climatica; Rompiamo il silenzio, diamo voce alla scienza: valorizziamo la conoscenza scientifica, ascoltando e diffondendo i moniti degli studiosi più autorevoli di tutto il mondo. La scienza ci dice da anni qual è il problema e quali strumenti servono per risolverlo”.

    Allo sciopero hanno aderito numerosi sindacati e anche il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, il quale ha reso pubblico l’invito del Miur alle scuole e ai vari presidi di tutta Italia di giustificare le assenze di tutti gli studenti che presenzieranno alle manifestazioni sul clima.