Ettorre (FIV): “La vela deve tornare uno sport popolare”

Fotografia: Francesco Ettorre (FTaccola/FIV)

L’estate si avvicina e con la bella stagione si moltiplicano le iniziative veliche. Il vento dove sta portando la vela nazionale? Ne parliamo con Francesco Ettorre, abruzzese classe 1970, Presidente della Federazione Italiana Vela (FIV), in carica per il quadriennio 2017-2020.

Presidente, partiamo dall’attualità. Oggi hanno preso il via le regate del Laser Europeans. A che punto è il movimento?

Il Laser è cresciuto enormemente e dai giovani ci aspettiamo molto. L’evento francese ci servirà a capire lo status del movimento laserista, dopo il lungo lavoro invernale. Oggi non sono importanti i risultati quanto il livello raggiunto in acqua. Questo evento è propedeutico per i prossimi Mondiali di Aarhus, in Danimarca: puntiamo a quelli.

In attesa dei risultati, per quanto riguarda le classi olimpiche la Fiv ha piazzato un colpo ‘politico’, facendo assegnare a Genova le World Cup Series per il biennio 2019/20.

L’assegnazione è arrivata dopo un anno di duro lavoro, strappare ai francesi la storica tappa di Hyères non è stata una passeggiata. Portare questa manifestazione in Italia era il mio sogno, parliamo di un evento che se ben organizzato potrebbe essere un volano straordinario per Genova e per la nostra vela. L’obiettivo è sviluppare un progetto adeguato che faccia da traino non solo alle classi olimpiche ma ad altre specialità: mi aspetto grande collaborazione da parte di tutti i circoli velici italiani.

A proposito di collaborazione. Con Luna Rossa, challenger of record nella America’s Cup, potreste pensare a ulteriori sviluppi per la vela tricolore.

Assolutamente. La Coppa America ha grande visibilità, raggiunge le masse non solo gli appassionati. I monoscafi sono come le Formula 1, catalizzano l’attenzione del grande pubblico. La Federazione sarà spettatrice della sfida ma con Bertelli (patron di Luna Rossa) cercheremo di sviluppare un’attività  promozionale sul territorio.

Bertarelli, presidente di Alinghi, anni fa organizzò un Act di America’s Cup spettacolare a Trapani.

Un Act italiano potrebbe essere un momento promozionale della vela altissimo. Qualche mese fa, Bertelli  ha indicato Napoli come sede di una possibile sfida preliminare della Old Mug. Nell’attesa di vedere come e se sarà sviluppata questa idea, puntiamo ad aprire un centro federale accanto alla base del sindacato italiano per preparare la nostra sfida olimpica in parallelo a quella di Coppa America. 

Ci sarebbero altre due sfide. Portare la vela in televisione ed eliminare lo stereotipo vela “uguale sport per ricchi”.

Purtroppo il nostro sport viene associato a uno stato sociale, non viene visto come una attività alla portata di tutti. Manca una cultura del mare che contraddistingue altri Paesi come Francia, Nuova Zelanda, Australia e Gran Bretagna, per fare qualche esempio. Per fare questo serve la visibilità televisiva. La Federazione ha molti iscritti ma deve rendere la vela ancora più popolare e sviluppare le sue potenzialità inespresse. L’Italia è sempre stato un popolo di navigatori, abbiamo la possibilità di tornare a esserlo alla grande.

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