Etichette: smascherare inganno aggiunta zucchero al vino

Fotografia: Etichette: più chiarezza sul vino (Shutterstock)

Dopo la bocciatura da parte della Commissione europea all’ipotesi di un etichettatura nutrizionale delle bevande alcoliche proposta in marzo dall’industria del settore, arriva la risposta della Coldiretti.

Smascherare l’inganno dell’aggiunta di zucchero al vino che l’Unione europea consente ai Paesi del centro e nord Europa. A chiederlo, precisando che in Italia il procedimento è vietato da oltre 50 anni, è Coldiretti dopo la decisione della Commissione europea di bocciare l’ipotesi di etichetta nutrizionale delle bevande alcoliche proposta in marzo dall’industria del settore. “L’obiettivo comune – sostiene nello specifico l’organizzazione agricola – deve essere quello di fornire informazioni corrette senza però che questo vada a caricare le imprese agricole di adempimenti burocratici difficili da sostenere, considerata la grande varietà delle produzioni Made in Italy“. “La stessa ‘voglia di trasparenza’ – denuncia ancora Coldiretti – dovrebbe però essere garantita anche su altri aspetti del settore vitivinicolo che oggi danneggiano i produttori italiani e i consumatori di tutto il mondo dalla possibilità consentita dall’Unione europea ai Paesi del Nord Europa di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero a quella di permettere la vendita di pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose con la semplice aggiunta di acqua“.

Occorre difendere – conclude l’organizzazione – i primati del vino italiano che ha raggiunto nel 2017 un valore record di oltre 10,6 miliardi per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto il massimo di sempre a 6 miliardi (+6%) mentre sono risultate in leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale pari a circa a 4,6 miliardi, per effetto anche dell’aumento dei consumi familiari (+2%)“.

 

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