fbpx

    Emicrania, 136 milioni le persone colpite ogni anno

    Fotografia: shutterstock

    Sono 136 milioni le persone colpite da emicrania in Europa, ogni anno, per una spesa di 27 miliardi di euro. Le donne ne soffrono il doppio degli uomini. Tra le cause stress, depressione, alcol. 

    L’emicrania non è un semplice mal di testa ma una sindrome molto complessa e diffusa. Il 16% della popolazione generale, almeno una volta nella vita, ha avuto l’esperienza di un attacco di emicrania. Percentuale, questa, che se estesa alla popolazione femminile aumenta di gran lunga: il 25% delle donne soffre, periodicamente, di questo disturbo.

     

    Ma come si manifesta e quali sono le cause e le conseguenze sociali?

    Forte dolore per la testa, fastidio per la luce e i rumori, stanchezza, nausea, vomito: questi sono i tipici sintomi precursori di questo disturbo neurologico, che colpisce, ogni anno, 136 milioni di europei2% in forma cronica. I sintomi possono presentarsi anche alcuni giorni prima del vero episodio di emicrania. Tre le cause: deprivazione del sonno, cattivo tempo, alcol e, nelle donne, ciclo mestruale. Importante anche la predisposizione genetica, con percentuale di trasmissione ereditaria del 50%, ma non è stato trovato alcun gene responsabile dell’emicrania, essendo una patologia complessa ed eterogenea.

    Quando l’attacco arriva, si presenta come un mal di testa molto severo – da un lato o l’altro della testa o da entrambi – e si unisce a fotofobia e fonofobia. Gli attacchi durano 2-3 giorni, esperienza drammatica per il paziente, e peggiorano durante il movimento, costringendo le persone a restare a letto.

    Ciò diventa un problema invalidante da un punto di vista sociale: studi che ne conteggiano i costi parlano di 27 miliardi di euro annui per cure, farmaci e giornate di lavoro perse, perché, chi ne soffre, è costretto a disertare il lavoro, rimanendo a casa. Imprevedibile nel suo manifestarsi, costringe infatti ai modificare i piani della giornata, diminuendo le prestazioni e la capacità di svolgere vita sociale. Aumenta, inoltre, la possibilità di soffrire di depressione, ansia, insonnia e obesità.  Tutte cause comprensibili e correlate ma con costi sociali molto elevati.

     

    La rivoluzione terapeutica

    Per cercare di far fronte al problema dell’emicrania, come disturbo neurologico invalidante, fisicamente e socialmente, è in corso una “rivoluzione terapeutica” che prevenga e riduca gli attacchi. A fare il punto sulle novità in arrivo, il 13/mo Congresso della European Headache Federation, tenutosi ad Atene.

    Messoud Ashina, professore di neurologia presso l’Università di Copenaghen spiega come poter attuare una rivoluzione delle terapie: «per molti anni si sono curati i sintomi solo con antidolorifici, fino all’utilizzo periodico di antidepressivi, antiepilettici e betabloccanti per evitare la comparsa degli attacchi di emicrania. Ma non sono stati specificatamente sviluppati per l’emicrania, tanto da provocare diversi effetti collaterali. Da poco l’ EMA (European Medicines Agency) ha autorizzato terapie a base di anticorpi monoclonali, studiati ad hoc per l’emicrania».