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    Eddie Vedder: una voce, due strumenti e la magia

    Fotografia: Eddie Vedder performs at the NOS Alive Festival in Oeiras - ANSA
    Eddie Vedder
    Il cantante dei Pearl Jam incanta e rapisce gli spettatori del Firenze Rocks

    Al Firenze Rocks Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam, compie la magia. Sullo sfondo di una luna piena che illumina i volti rapiti degli spettatori, la voce calda, la semplicità della scenografia e il quartetto d’archi, i Red Limo String Quartet, accompagnano l’Arena di Visarno verso un viaggio al limite del trascendentale in cui il tempo sembra essersi fermato.

    Dopo due anni dal grandissimo successo, 55mila spettatori, il suo record da solista, Eddie Vedder torna all’Arena di Visarno con uno spettacolo suggestivo e ricco di emozioni.

    Il primo a salire sul palco e a scaldare i cuori, il suo migliore amico, Glen Hansard. Il cantautore irlandese è poi riapparso a fianco di Eddie per una nuova versione di Society.

    Poco dopo è apparso sulla schermata del palco un avviso in cui si chiedeva agli spettatori di non riprendere o fotografare l’artista per un rapporto più intimo con lui e la sua musica. A rendere tutto il resto pura e semplice magia ci ha pensato Eddie. Due ore di concerto, per ripercorrere i suoi trent’anni di carriera, alternandosi tra chitarre e organo e tra i grandi successi della sua band e i suoi brani da solista.

    Senza alcuna presentazione Eddie sale sul palco, emozionato si siede all’organo e attacca con Cross the River, saluta i fan con un ‘buonasera amici miei’ e ribadendo il suo amore per l’Italia, il Paese in cui ha conosciuto la moglie. Ero nervoso – ha affermato – ero nervoso per dover suonare qui, perché questa città e questo paese hanno dato tantissimo a me e alla mia band. Volevo solo tornare qui e restituire qualcosa”. 

    Poi si alza, imbraccia la chitarra, sussurra ‘1,2,3..1,2,3’ e canta Elderly Woman, primo successo dei Pearl Jam.

    Lo show prosegue con le cover di vere e proprie leggende: Brain Damage dei Pink Floyd, Wildflowers di Tom Petty e una versione di Should I Stay or Should I Go dei The Clash, con l’ukulele elettrico. Fuori programma l’omaggio a Franco Zeffirelli: per il maestro scomparso Vedder intona Just Breathe. 

    E’ poi il turno di Black e di Alive altri grandi successi della band grunge americana, il pubblico in delirio canta all’unisono e si scatena.

    A metà del concerto Eddie passa ai suoi brani da solista, i due album: “Ukulele Songs” e “Into The Wild”, colonna sonora dell’omonimo film che gli è valso un un Golden Globe per la migliore canzone originale con Guaranteed.

    Lo show si chiude dopo quasi due ore con la cover di Neil Young, Rockin’ in the Free World, in cui anche i componenti del quartetto d’archi olandese abbracciano le chitarre per accompagnare Eddie nell’ultima esibizione.