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    Droni e consegne. Piacciono davvero a tutti?

    Fotografia: Droni croce e delizia (Shutterstock)

    Già da un po’ di tempo le consegne di droni vengono sperimentate in diverse nazioni. Da quelle dei progetti Unicef destinate a portare vaccini in luoghi difficilmente raggiungibili a Google con il suo servizio Wing e Amazon con l’omologo ‘Prime Air’ che opera da alcuni anni nel Regno Unito.

    Il Wall Street Journal ha fatto un analisi degli effetti del servizio Wing in Australia, dove i droni consegnano prodotti alimentari.  Consegne veloci e costi ridotti sono la gioia dei consumatori ma se il ‘postino’ fosse fastidioso? Secondo il quotidiano, i cittadini di Bonython, dove si stanno svolgendo i test per più consegne su base quotidiana, dal cibo ai medicinali, si dividono fra chi non sopporta il rumore provocato dai droni (si parla di suoni simili a motoseghe impazzite) e chi è estasiato dal ricevere un prodotto addirittura pochi minuti dopo l’ordine.

    Come accade con i botti di capodanno, a farne le spese sembra siano gli amici a quattro zampe che mal sopporterebbero il frastuono soprattutto nelle vicinanze delle aree di decollo e atterraggio.